Omicidio Muttoni, condannato il complice della rapina

Cinque anni e otto mesi ad Alessandro Alfì: avrebbe accompagnato i due aggressori a Valbrembo. Coinvolto anche in una rapina a Ponte San Pietro.

 Una condanna a cinque anni e otto mesi di carcere è stata inflitta ad Alessandro Alfì, 22 anni di Terno d’Isola, nell’ambito dell’inchiesta sull’omicidio di Luciano Muttoni, avvenuto il 7 marzo 2025 a Valbrembo.

Il giovane non era accusato direttamente dell’omicidio, ma del coinvolgimento nella rapina che, secondo l’accusa, avrebbe portato gli altri due imputati – Carmine De Simone e Mario Vetere – davanti all’abitazione della vittima.

La sentenza è stata pronunciata venerdì 13 marzo dal giudice dell’udienza preliminare, al termine del processo celebrato con rito abbreviato. La pm Carmen Santoro aveva chiesto una condanna più pesante, pari a sei anni e due mesi, mentre la difesa, rappresentata dall’avvocata Marina Bolis, aveva chiesto l’assoluzione o una responsabilità ridimensionata.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, Alfì avrebbe avuto un ruolo logistico nella vicenda. Il 22enne avrebbe infatti accompagnato De Simone e Vetere dalla stazione di Terno d’Isola fino alla casa di Luciano Muttoni, a Valbrembo.

I due aggressori sarebbero arrivati all’abitazione armati di una pistola scacciacani e con il volto coperto. Una volta entrati, avrebbero aggredito violentemente la vittima durante la rapina.

Luciano Muttoni venne colpito e lasciato a terra in condizioni gravissime, mentre i responsabili si allontanarono con poco denaro contante e la Volkswagen Golf dell’uomo.

Secondo l’accusa, Alfì era a conoscenza del piano della rapina, ma non dell’esito mortale dell’aggressione.

Dopo il colpo, il giovane avrebbe anche recuperato i due aggressori nei pressi del cimitero di Solza, fornendo loro assistenza nella fuga. In quell’occasione avrebbe restituito gli zaini con i vestiti di ricambio utilizzati durante l’azione.

Per gli investigatori, Alfì avrebbe avuto anche un ruolo di collegamento tra i due autori materiali dell’aggressione, mettendoli in contatto tra loro prima del colpo.

La condanna riguarda inoltre un’altra rapina commessa il 17 febbraio a Ponte San Pietro, nella quale Alfì avrebbe agito insieme a De Simone.

In quell’episodio un automobilista fu minacciato e derubato della propria auto, del cellulare e del bancomat. Con la carta di pagamento gli aggressori riuscirono poi a prelevare 250 euro.

Il processo principale per l’omicidio di Luciano Muttoni prosegue nei confronti degli altri due imputati, Carmine De Simone e Mario Vetere, accusati dell’aggressione che portò alla morte dell’uomo.

La vicenda continua a essere uno dei casi giudiziari più rilevanti degli ultimi mesi nella cronaca bergamasca, legato a un episodio di violenza avvenuto durante una rapina finita in tragedia.

 

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