Il tentato furto durante un funerale
In un tranquillo paese della Val Calepio, un tentato furto è stato sventato grazie alla prontezza di un amico del figlio del defunto, che aveva preso posizione a guardia dell’abitazione. La mattina del 10 marzo, durante i preparativi per il funerale di un 81enne, un automobilista sospetto si è fermato nel cortile della casa del defunto, ma non si è accorto che qualcuno stava osservando. Dopo una rapida partenza, l’uomo è ritornato nel pomeriggio, mentre il corteo funebre era già in corso. Il figlio del funerato, avvertito dai consigli ricevuti dal personale delle onoranze funebri, aveva lasciato un amico a sorvegliare la casa. Quest’ultimo ha subito notato l’auto bianca con l’alettone che si avvicinava nuovamente e ha prontamente chiesto all’automobilista cosa stesse cercando. Con una risposta vaga, l’uomo ha fatto manovra con la vettura ed è fuggito.
Un doppio passaggio che solleva dubbi
Il figlio del defunto ha raccontato di aver visto l‘auto bianca nel cortile intorno alle 7:30, prima che cominciassero le visite alla camera ardente. Pur non sospettando nulla inizialmente, ha deciso di prestare attenzione alla situazione dopo il consiglio degli addetti alle onoranze funebri, che gli avevano raccomandato di lasciare qualcuno in casa durante il funerale, in quanto si erano verificati furti in simili occasioni. Il giorno del funerale, l’amico del figlio ha confermato che alle 14:30, mentre il corteo era già partito, l’auto sospetta si è presentata nuovamente. Questa volta, l’amico ha chiesto all’uomo cosa cercasse e, dopo una risposta evasiva, ha fotografato la targa dell’auto.
La reazione e la possibile strategia dei ladri
Dopo il funerale, il figlio del defunto ha riconosciuto l’auto, associandola a quella vista al mattino. Questo ha sollevato il sospetto che l’uomo fosse tornato per un tentativo di furto, dopo aver effettuato un sopralluogo iniziale. Il quesito che sorge spontaneo riguarda il modo in cui i ladri riescono a sapere quando si svolgeranno i funerali: sembra che si informino tramite i giornali locali o le pagine social delle agenzie funebri.
Indagini e risultati iniziali
Il numero di targa dell’auto è stato fornito alle forze dell’ordine, che hanno iniziato le indagini. Dalle prime verifiche è emerso che la vettura non risultava rubata e che era intestata a una società, suggerendo che non fosse un’auto a noleggio, in quanto i noleggiatori generalmente non offrono veicoli con alettone. Sebbene i dettagli siano ancora in fase di accertamento, l’intervento tempestivo dell’amico del defunto ha impedito il compimento del reato.