La lunga disputa sulla servitù di passaggio di via della Rovere a Bergamo è giunta al termine con una decisione favorevole al Comune. Il Tar ha dichiarato «improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse» il ricorso presentato dall’associazione Vivere Longuelo, segnando così la chiusura di un’annosa questione.
La vicenda: dalla contestazione alla risoluzione
La diatriba riguardava la delibera del Comune di Bergamo che prevedeva lo spostamento della servitù di passaggio da via della Rovere, una strada storica che attraversa il Golf ai Colli, a una nuova strada asfaltata e accessibile al traffico veicolare. L’associazione Vivere Longuelo aveva impugnato la decisione, ottenendo inizialmente un annullamento dal Tar per «difetto di motivazione ed eccesso di potere». Tuttavia, il tribunale aveva già riconosciuto il diritto del Comune di apportare questa modifica, evidenziando che la delibera necessitava solo di una revisione formale.
Il Comune ha quindi riformulato il provvedimento, integrando dettagli sulle motivazioni legate alla sicurezza, supportate dai rilievi della Polizia. La nuova versione della delibera è stata successivamente accettata dal Tar, che ha riconosciuto la correttezza e la pubblica utilità dell’operazione.
Le motivazioni del Tar e l’interesse pubblico
L’accettazione della delibera comunale da parte del Tar si basa sulla valutazione delle spiegazioni fornite dal Comune. L’assessore agli Affari Legali, Claudia Lenzini, ha sottolineato come il tribunale abbia riconosciuto l’ottemperanza del Comune nel rispondere alle richieste di chiarimento. Le motivazioni della modifica, infatti, si fondano su ragioni di pubblica utilità e sicurezza, che hanno convinto il Tar dell’opportunità dello spostamento.
Questa decisione rappresenta una svolta per il Comune, che vede conclusa una vicenda complessa, caratterizzata da un susseguirsi di ricorsi e contestazioni. Il provvedimento permette di realizzare una soluzione più funzionale e sicura per la viabilità locale, bilanciando le esigenze dei residenti e quelle della società proprietaria dell’area.