L’appuntamento: il concerto dell’Epifania a Peia
Lunedì 6 gennaio, alle ore 16, la parrocchiale di Peia ospita la trentesima edizione del concerto dell’Epifania, intitolato “Cantiamo il Natale”. Questo evento, organizzato dalla Corale Sant’Antonio di Padova, segna ufficialmente l’inaugurazione del nuovo organo “Inzoli Corna 2024”. Una vera e propria celebrazione musicale, frutto di un progetto ambizioso portato avanti dalla parrocchia, guidata dal 2013 da don Alberto Gervasoni, con il sostegno dell’Amministrazione Comunale.
La corale, diretta da Cristina Belotti, è accompagnata da Paolo Noris all’organo e da Pietro Rolando Guerini alla tromba. Il programma prevede brani di compositori di rilievo come Johann Pachelbel, Daniele Maffeis, Franz Liszt, Johann Sebastian Bach, Anselm Schubiger, Craig Sellar Lang, Irving Berlin, Felix Mendelssohn e Henry Purcell.
Un progetto tra passato e futuro
Il nuovo organo, realizzato da Pietro Corna, rappresenta un’evoluzione significativa rispetto al precedente strumento installato negli anni ’80. “L’organo originario, costruito dalla ditta Inzoli Pacifico-Bonizzi di Crema nel 1978, occupava interamente l’abside in una struttura imponente, ma non armoniosa con l’architettura della chiesa”, spiega Corna.
Com’era l’organo fino all’anno scorso
“Sino allo scorso anno la parrocchiale di Peia era dotata di un organo realizzato dalla ditta Inzoli Pacifico-Bonizzi di Crema nel 1978, collocato negli anni ’80 in una cassa posta in presbiterio dietro all’altare maggiore. Si componeva di oltre 150 canne in lega di stagno e piombo ed abbracciava tutta l’abside in una serie di cuspidi. Una soluzione del tutto particolare, che sostituì completamente l’organo storico di cui conosciamo solo parzialmente la storia, partita probabilmente nel 1754 con Giuseppe Serassi I e punteggiata da interventi di Foglia, Marzoli e Rossi, Cornolti”.
L’obiettivo era riportare l’organo a canne alla sua posizione storica, dalla zona del coro alla cantoria in Cornu Epistolae. Per farlo, è stata adottata una soluzione innovativa: frazionare lo strumento in tre parti, collocandone una nella cantoria sinistra, una nella cantoria destra e una in una nuova cassa espressiva in legno di noce massello. Ora lo strumento è comprensivo di 1911 canne rispettandone l’assetto originario.
Questa scelta ha permesso di liberare spazio dietro l’altare maggiore, dove è stato ricollocato il coro ligneo settecentesco restaurato, rimasto per decenni in deposito.
Caratteristiche tecniche del nuovo organo
L’organo “Inzoli Corna 2024” è un capolavoro di ingegneria e arte musicale. Con 1911 canne, fonica rinnovata e intonazione generale aggiornata, offre una sonorità versatile, in grado di spaziare dal tardo barocco al romantico. “Abbiamo voluto creare uno strumento liturgico-sinfonico che mantenga elementi del passato, ma con una disposizione fonica completamente rinnovata”, sottolinea Corna, leffese.
La soluzione di Corna e il nuovo organo
“La soluzione è stata di frazionare lo strumento, utilizzando il vano della cantoria di sinistra (per collocare il corpo del Grand’Organo e buona parte della sezione del Pedale), la cantoria di destra (per completare la fonica del Grand’Organo) e, infine, la realizzazione ex novo di una cassa espressiva in legno massello di noce, per collocare il corpo Espressivo. In questo modo nel coro, dietro l’altare maggiore è stato ricavato molto spazio, consentendo il riposizionamento, dopo un accurato restauro, delle due porzioni di coro ligneo settecentesco, ancora presenti in chiesa, depositate da decenni in una chiesetta adiacente”.
Tra i lavori più recenti di Pietro Corna figurano il restauro dell’organo della Cattedrale di Timisoara in Romania e la costruzione di quello nella Cattedrale di Sanremo. Nel 2010, su progetto fonico di don Gilberto Sessantini, anche il nuovo organo della Cattedrale di Bergamo.
Il significato dell’evento per la comunità
“L’inaugurazione del nuovo organo è un momento di rinascita per la nostra parrocchia e la nostra comunità”, afferma don Alberto Gervasoni. Questo progetto non solo valorizza il patrimonio culturale della chiesa, ma offre nuove possibilità artistiche e liturgiche.
Il concerto dell’Epifania è un’occasione unica per celebrare la tradizione musicale e apprezzare il risultato di un lavoro durato oltre un anno, che unisce tecnologia moderna e rispetto per la storia.

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