Ztl, carico e scarico partiti tra corse e proteste: «Orari da rivedere»

Città Alta, debutto per le nuove regole di accesso dei fornitori: tempi stretti e pass da 10 euro all’anno, ma molti lamentano disagi e confusione

È entrata ufficialmente in vigore la nuova regolamentazione per l’accesso alle zone a traffico limitato(Ztl) di Città Alta per le operazioni di carico e scarico merci. Dopo una proroga di tre settimane, concessa per permettere a commercianti e fornitori di adeguarsi, il nuovo sistema ha debuttato tra corse contro il tempo, malumori e richieste di revisione degli orari.

La novità principale consiste nell’obbligo per i veicoli commerciali di esporre un pass elettronico, acquistabile al costo di 10 euro l’anno per ogni mezzo, emesso da Atb Mobilità. L’accesso è regolato da tre finestre temporali ben definite: dalle 7 alle 7:45, dalle 9 alle 10:15 e dalle 15 alle 15:45, con uscita consentita al massimo entro 15 o 30 minuti dopo l’orario di chiusura previsto.

Confusione e prime difficoltà

Nella giornata d’avvio, la sensazione condivisa tra molti addetti alle consegne è stata di confusione e difficoltà logistiche. Alcuni si sono trovati impreparati o male informati, altri hanno scoperto le nuove regole soltanto una volta entrati nella Ztl. «Non sapevamo niente del pass, abbiamo chiamato in azienda per capire», racconta un fornitore della Maffessanti Bevande. «Sul pannello l’ingresso risultava ancora vietato».

Altri, come un operatore della Pesenti Servizio Bevande, sottolineano come il sistema automatico di lettura targhegarantisca l’ingresso ai veicoli registrati, anche in assenza del tagliando fisico. Ma i veri problemi sono legati soprattutto ai tempi ristretti: «In 45 minuti non si riesce a completare tutte le consegne – spiega –. Dovrebbero almeno ampliare la fascia del mattino, magari fino alle 11».

Le categorie più penalizzate

I più colpiti sono i fornitori di alimentari e i bar-ristoranti, costretti a gestire carichi più frequenti e voluminosi, con un numero elevato di clienti e fermate in poco tempo. «Ho sette furgoni – dice un fornitore della Orobica –. Sono 70 euro all’anno solo per poter entrare. Ma noi forniamo un servizio essenziale». Alcuni raccontano che i disagi hanno già portato a rinunce: «Un nostro fornitore di farina ha detto che non salirà più in Città Alta», confermano dal panificio Nessi.

Le reazioni dei commercianti

Più rassegnati, ma meno coinvolti direttamente, i commercianti di settori non alimentari, come quelli dell’abbigliamento. «Noi ci adeguiamo, lo facciamo da sempre – spiegano da Belingheri Calzature –. Ma è evidente che oggi le difficoltà per chi lavora qui sono tante. Non bisogna ostacolare ulteriormente chi cerca di mantenere viva l’attività in centro storico».

I nodi da risolvere

Le fasce orarie troppo limitate, combinate con l’aumento degli accessi richiesti e il costo simbolico del pass, sono al centro delle criticità segnalate dagli operatori. «Serve un intervento di buonsenso – ribadiscono diversi fornitori –. Magari allungare le finestre mattutine o rivedere la logistica degli accessi per alcune categorie».

Il Comune, da parte sua, ha difeso il provvedimento come strumento per tutelare la vivibilità di una zona delicata e di pregio, ma non ha escluso un possibile monitoraggio della situazione nelle prossime settimane.

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