Edilizia bergamasca in frenata: il 2025 parte con segnali di allerta

Dopo quattro anni di crescita, il settore rallenta. ANCE e Unioncamere: “Servono investimenti strutturali, nuova manodopera e politiche coordinate per sostenere la transizione”

Il settore edile lombardo ha chiuso il 2024 con numeri ancora positivi, ma l’avvio del 2025 segna un rallentamento che preoccupa imprese e istituzioni.
Secondo i dati diffusi da Unioncamere Lombardia, l’anno passato ha visto un aumento del volume d’affari del +4,1%, confermando un trend di crescita iniziato nel 2021, ma già in fase calante rispetto al +8% registrato nel 2023. Anche l’occupazione ha mantenuto un profilo espansivo (+3,3%), ma il vero nodo resta la difficoltà di reperimento di personale qualificato, unita ora alla preoccupante debolezza della domanda, soprattutto nel settore privato.

Il 2025 si apre con i primi segnali di flessione:
nei primi tre mesi, la crescita su base annua si ferma al +1,3%, mentre il confronto con il trimestre precedente evidenzia un segno negativo (-0,5%). Le imprese confidano sulle commesse acquisite, ma le prospettive per nuovi lavori sono in netto calo, con saldi negativi per ristrutturazioni (-28 punti) e nuova edilizia residenziale (-19 punti). L’unico ambito in lieve controtendenza è quello pubblico, sostenuto dagli effetti del PNRR.

Le richieste delle imprese: meno burocrazia, più formazione

Il presidente di ANCE Lombardia, Tiziano Pavoni, sottolinea come il comparto, pur resistente, si trovi davanti a una fase di transizione complessa. “Il calo degli investimenti privati e la stagnazione della domanda richiedono risposte concrete e tempestive”, ha dichiarato, rilanciando l’impegno per la sostenibilità, l’innovazione e la qualità del lavoro.

Anche Unioncamere Lombardia evidenzia la necessità di interventi strutturali, soprattutto nella riduzione delle emissioni di carbonio lungo il ciclo di vita degli edifici. Gian Domenico Auricchio, presidente dell’ente camerale, parla di un settore “resiliente, ma bisognoso di un supporto concreto su materiali, filiere produttive e nuove competenze”.

Bergamo regge meglio della media regionale

A livello locale, il presidente di ANCE Bergamo, Renato Guatterini, segnala che il territorio ha tenuto botta meglio di altri, grazie a un ecosistema coeso e reattivo. La provincia ha completato o avviato il 70% dei cantieri previsti dal PNRR, corrispondente al 95% dell’importo totale, ben al di sopra della media lombarda e nazionale.

Tuttavia, anche Bergamo deve fare i conti con segnali d’allerta: la riduzione dei bandi pubblici (da 850 a 601 milioni di euro annui) e le fragilità territoriali emerse con l’alluvione dello scorso settembre impongono una nuova strategia incentrata su sicurezza idrogeologica e rigenerazione sostenibile.

Investire nei giovani e nella formazione tecnica

L’altra grande sfida riguarda il reperimento di manodopera specializzata. In questo senso, ANCE Bergamo guarda con favore al progetto Thamm+ per l’inserimento di 2.000 giovani tunisini formati e pronti all’ingresso nei cantieri italiani. Parallelamente, prosegue il potenziamento della formazione locale, con la terza edizione dell’ITS “I Cantieri dell’Arte” e le iniziative del Gruppo Giovani per far conoscere il settore nelle scuole.

Regione Lombardia in campo con nuove iniziative

L’assessore regionale allo Sviluppo economico, Guido Guidesi, ha ribadito l’impegno della Regione: “Dopo i risultati ottenuti con il tavolo edilizia, lanceremo il Protocollo per la filiera lombarda dell’edilizia sostenibile, un progetto che coinvolge università e incubatori per favorire l’innovazione e la nascita di startup nel comparto delle costruzioni”.

Redazione

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