Jannone critica l’e-BRT: “Male il primo test sotto la pioggia”
“Dal disastro alla catastrofe”.
È questa la frase con cui Giorgio Jannone Cortesi apre il suo intervento pubblicato su Facebook dedicato al sistema e-BRT, ovvero l’Electric Bus Rapid Transport.
Nel post l’autore sostiene che il primo vero momento di difficoltà del servizio sarebbe arrivato con un episodio di maltempo: “Un po’ di pioggia (riferito a ieri, mdr) e il primo vero stress test ha portato l’intera circolazione in tilt”.
Bus elettrici, costi elevati e dubbi sulla gestione
Nel suo intervento Jannone concentra l’attenzione anche sul costo dei mezzi.
“Devo dire che chi ha acquistato questi bus cinesi, giustamente gialli, che costano circa 1 milione di € l’uno, è un vero genio”.
Secondo quanto riportato nel post, sarebbero stati scelti “costosi vetri specchiati e oscurati” con l’obiettivo di non rendere evidente il numero ridotto di passeggeri a bordo, ma senza considerare adeguatamente “l’effettiva durata delle batterie”.
Il nodo delle batterie e degli autobus di riserva
Uno dei punti principali della critica riguarda il funzionamento operativo dei mezzi.
“Si crea quindi un paradosso fantozziano.
A causa del traffico creato dalla stessa EBRT, i bus EBRT devono spesso essere sostituiti perché hanno le batterie esaurite”.
Nel post viene quindi citata la necessità di utilizzare i cosiddetti “EBRT DI RISERVA”, con “altrettanti autisti di riserva”.
Passeggeri e capacità dei mezzi: i numeri
Un altro tema affrontato riguarda il rapporto tra numero di utenti e dimensioni degli autobus.
“Una pena anche il numero di passeggeri che, se anche fossero davvero 6000 al giorno, diviso le attuali 170/190 corse, sarebbero una media di circa 30 a bus”.
L’ex deputato di Forza Italia aggiunge:
“Davvero pochissimi per bus lunghi 18 metri e larghi 2,5”.
Il costo complessivo secondo Jannone
Nel suo intervento l’autore sostiene che la spesa non sarebbe limitata agli investimenti iniziali.
“Ci sarebbe da ridere se non fosse che il costo di questo disastro non si limita a 84 milioni di €”.
Secondo il post, alla cifra andrebbero aggiunti “gli esosi importi del continuo ‘fare e disfare’ del Comune”, oltre al rallentamento del sistema produttivo e commerciale e al costo sociale legato allo stress e all’inquinamento percepito dai cittadini.
La ‘strategia dell’esasperazione’
Nel post viene citata anche l’analisi di Simone Bianco pubblicata sul Corriere della Sera.
“L’analisi più cinica e lucida è quella di Simone Bianco sul Corsera, siamo arrivati alla ‘strategia dell’esasperazione’ a sperare che le auto non vengano usate perché esiste una sorta di coprifuoco indotto”.
Jannone conclude questa parte con una frase allusiva:
“Ma non basta. C’è qualcos’altro”.
L’accusa sugli intrecci e sulle consulenze
La parte finale del post introduce un ulteriore tema.
“Questa è la catastrofe degli intrecci e delle consulenze.
A 360 gradi.
Ne parleremo”.
L’intervento si chiude quindi con l’annuncio di ulteriori approfondimenti da parte dell’autore sui temi legati al progetto e-BRT.

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