Numeri in calo grazie alla campagna lombarda
“Regione Lombardia con la sua campagna di immunizzazione ha ridotto in modo significativo i casi di bronchiolite da RSV – sottolinea Jonathan Lobati, consigliere regionale di Forza Italia – passando da 6.000 accessi nelle stagioni 2022/23 e 2023/24 ai 1.500 della scorsa stagione, con solo 600 ricoveri contro i 2.350 degli anni scorsi. Una strategia che ha migliorato la tutela della salute dei più piccoli e ridotto la pressione sulle strutture sanitarie”. Questi i dati presentati dal presidente della V Commissione Territorio, promotore di una mozione ufficiale sul Virus Respiratorio Sinciziale (RSV), una delle principali cause di accesso al pronto soccorso e ricovero nei neonati nelle prime settimane di vita.
Un virus pericoloso per i più piccoli
Il Virus Respiratorio Sinciziale (RSV) è un agente patogeno molto diffuso, in grado di causare gravi infezioni respiratorie nei bambini al di sotto dell’anno di età, in particolare nel periodo compreso tra l’autunno e l’inizio della primavera. Secondo i dati sanitari, l’RSV rappresenta una delle più comuni cause di bronchiolite e polmonite nei neonati e nei lattanti, con un impatto rilevante anche sull’occupazione dei reparti ospedalieri pediatrici durante la stagione epidemica.
Una mozione per uniformare le regole a livello nazionale
La proposta di mozione, avanzata dal gruppo consiliare di Forza Italia in Regione Lombardia, chiede alla Giunta Regionale di intervenire presso il Ministero della Salute per garantire una armonizzazione dei criteri di somministrazione del vaccino a livello nazionale. Ad oggi, infatti, le modalità di somministrazione variano da Regione a Regione, generando disparità nell’accesso alla prevenzione e nella protezione dei soggetti più vulnerabili.
Obbligo di immunizzazione per neonati e vaccino in gravidanza
Tra i punti principali della mozione, anche la richiesta di introdurre l’obbligo di immunizzazione contro il virus RSV per tutti i neonati e lattanti alla loro prima stagione epidemica. Non solo: si propone di offrire il vaccino proteico ricombinante bivalente anti-VRS alle donne in gravidanza tra la 32ª e la 36ª settimana, in caso di parto previsto durante la stagione epidemica, al fine di proteggere sia le gestanti che i neonati durante i mesi iniziali di vita, quando il rischio di complicazioni è maggiore.
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