Mercati in crisi nella Bergamasca: manca ricambio generazionale

In dieci anni calate sia le attività di commercio ambulante che le nuove imprese, con sempre meno giovani alla guida: la concorrenza on line e della grande distribuzione

Il settore dei mercati nella provincia di Bergamo ha subito un significativo rallentamento negli ultimi dieci anni, con un calo del 30% delle imprese. Tuttavia, emerge anche una prospettiva di rilancio che potrebbe ridare slancio a una professione in trasformazione.

La crisi del commercio ambulante nella Bergamasca

Dal 2014 al 2024, il numero di attività ambulanti in provincia di Bergamo è diminuito drasticamente, passando da 2.340 a 1.646. Questo calo si traduce in una perdita di 788 posti di lavoro, con il numero degli operatori che è sceso da 3.194 a 2.406. Secondo quanto riferito da Antonio Caffi, presidente di Anva Confesercenti Bergamo, questo fenomeno non è isolato e si rispecchia in un trend nazionale. A livello nazionale, infatti, sono andate perse oltre 42.000 imprese, con una perdita di fatturato di 4,5 miliardi di euro. La crisi, emersa nell’ultima assemblea di novembre a Roma, è stata definita «senza precedenti».

Giovani e mercati, rapporto contrastato

Uno degli aspetti più critici del settore è la difficoltà di ricambio generazionale. A Bergamo, la percentuale di attività gestite da giovani è diminuita drasticamente, passando dall’11,5% nel 2014 al 5,5% nel 2024, con soli 93 giovani imprenditori attivi sui 1.646 operatori. A fronte di un calo generale delle imprese, si è registrata una tendenza che vede una maggiore chiusura di attività gestite da stranieri rispetto a quelle gestite da italiani. Caffi sottolinea che «il settore del commercio ambulante ha bisogno dell’ingresso delle nuove generazioni, di operatori preparati e al passo coi tempi».

I mercati locali presidio per il territorio

Nonostante le difficoltà, gli ambulanti sono ancora una risorsa vitale per la provincia di Bergamo, con circa 230 mercati dislocati sul territorio. Questi, pur mantenendo un minimo di tre banchi e rappresentando un punto di riferimento per quasi ogni comune, sono alle prese con un forte calo delle nuove imprese. In dieci anni, le nuove attività sono crollate dell’80%, passando da 133 nel 2014 a 29 nel 2024. Nonostante ciò, i mercati rimangono un importante presidio commerciale, specialmente nelle aree montane o con difficoltà abitative, dove sono l’ultima opportunità di accesso a beni di consumo per i cittadini.

Il futuro del settore: l’importanza di innovare

Anva Confesercenti Bergamo promuove un progetto di orientamento professionale per i giovani, chiamato “Professione Ambulante”, che coinvolge gli studenti in attività pratiche sul campo, permettendo loro di sperimentare direttamente la professione e di acquisire le competenze necessarie. Cesare Rossi, vicedirettore di Confesercenti Bergamo, sostiene che i mercati non sono destinati a morire, ma devono evolversi per restare competitivi. «Il mestiere dell’ambulante può ancora offrire soddisfazioni e prospettive», afferma Rossi, sottolineando l’importanza di accogliere nuove generazioni e di coniugare il lavoro tradizionale con le opportunità offerte dal digitale. Secondo Rossi, è necessario che i Comuni intervengano concretamente per rendere gli spazi destinati ai mercati più accoglienti e funzionali, dotandoli di servizi come bagni pubblici, arredi urbani e punti di somministrazione, per migliorare l’esperienza sia per i venditori che per i clienti.

Le sfide future per il commercio ambulante

Il commercio ambulante deve affrontare una serie di sfide, tra cui la concorrenza della grande distribuzione e del commercio online, che hanno colpito duramente soprattutto il settore dell’abbigliamento. Caffi evidenzia anche le difficoltà legate all’incertezza normativa, in particolare riguardo alla direttiva Bolkestein e ai rinnovi delle concessioni. Nonostante questi ostacoli, il settore potrebbe beneficiare di una maggiore sinergia con i negozi di prossimità e con i Comuni che forniscono gli spazi per i mercati. Unendo tradizione e innovazione, il commercio ambulante potrebbe riuscire a rimanere competitivo anche nei prossimi anni.

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