Ex agenti a processo per ricettazione e falso: le difese chiedono l’assoluzione completa

Coinvolti tre imputati, tra cui l’ex agente Accaputo. La procura aveva chiesto quattro anni e mezzo. Il 3 febbraio attesa la sentenza

 Si è conclusa con la richiesta di assoluzione per tutti gli imputati la fase dibattimentale del processo che vede coinvolti tre ex agenti – tra cui Salvatore Accaputo, 43 anni, ex componente della polizia locale dell’Unione comunale dei Colli – accusati a vario titolo di ricettazione, falso, peculato e rivelazione di segreti d’ufficio.

La pubblica accusa, rappresentata dalla pm Maria Esposito, aveva chiesto per Accaputo una condanna a quattro anni e mezzo di reclusione per sei dei capi d’accusa a suo carico, oltre all’assoluzione per altri quattro episodi per “fatto non sussistente” e la dichiarazione di non doversi procedere per un ulteriore capo, per prescrizione.

Le difese, intervenute nel corso dell’ultima udienza, hanno presentato una linea chiara e compatta: assoluzione piena per tutti e tre gli imputati, utilizzando le formule “perché il fatto non sussiste” e “per non aver commesso il fatto”. L’avvocato di Accaputo, Salvatore Verdoliva, ha parlato di un impianto accusatorio “basato su suggestioni investigative” e privo di prove concrete o riscontri oggettivi. A suo dire, molti degli elementi in atti deriverebbero da “voci di corridoio”, senza fondamento documentale.

Le accuse nel dettaglio

Tra le imputazioni più gravi c’è quella di ricettazione, relativa a una bicicletta di marca Vedovati, dal valore di circa 4.000 euro. Secondo la ricostruzione della procura, Accaputo avrebbe acquistato il mezzo per appena 400 euro, affermando in un’intercettazione telefonica di averla presa “di provenienza zingarese”.

Altre accuse riguardano episodi di falso e peculato, tra cui la gestione irregolare di un contrassegno per disabili, nonché presunti favori fatti a soggetti terzi, tra cui la famiglia rom Nicolini, cui l’ex agente avrebbe anticipato un controllo su auto non assicurate. Il giorno del sopralluogo, le vetture non erano più presenti, segno – secondo la procura – che l’informazione era stata passata in anticipo.

Un caso simile riguarda un bar di Torre de’ Roveri, avvisato in anticipo di una verifica dell’Ispettorato del lavoro. L’irregolarità amministrativa (una dipendente non regolarmente assunta) fu sanata prima del controllo.

Nel fascicolo sono presenti anche irregolarità legate al ritiro di patenti, che sarebbero state consegnate con giorni di ritardo rispetto al decreto prefettizio, consentendo ai destinatari di continuare a circolare.

Gli altri imputati e il verdetto atteso

Gli altri due imputati, Erminio Mazza, 53 anni, e Antonio Morfea, 67 anni, sono accusati di una truffa legata alla rimozione di una Fiat Punto, alla quale sarebbe stata asportata la targa per aggirare i controlli. Tuttavia, la stessa procura ha chiesto l’assoluzione per entrambi, e alla richiesta si sono associati anche i difensori.

Il processo si avvia ora alla conclusione. Il 3 febbraio sono previste le eventuali repliche, dopodiché il Collegio giudicante si ritirerà per emettere la sentenza, attesa nella stessa giornata o nei giorni immediatamente successivi.

Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati
Inline Feedbacks
View all comments

Articoli correlati

Il cantiere della Teb T2 prosegue verso il capolinea insieme ai disagi alla circolazione stradale:...
Causa ad Arera per i danni e le spese sostenute durante i 14 mesi d'inattività...
Un'orribile vicenda di violenza domestica culminata nell'omicidio di Valentina Sarto, mentre la famiglia e gli...
Decisive le telecamere: stessi vestiti indossati anche giorni dopo i danneggiamenti...
Domenica l’ultimo saluto al fondatore della Lega: cerimonia pubblica all’abbazia di San Giacomo...
Domenica l’ultimo saluto al fondatore della Lega: cerimonia pubblica all’abbazia di San Giacomo...

Altre notizie