Per tre anni avrebbe perseguitato i genitori, con comportamenti violenti e intimidazioni, nel tentativo di ottenere denaro da destinare all’acquisto di droga. È questa la vicenda che ha portato un 26enne residente a Stezzano, già noto alle forze dell’ordine, a finire in carcere dopo l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare.
Nella mattinata del 29 gennaio, i Carabinieri della Stazione di Stezzano hanno dato esecuzione al provvedimento disposto dal Gip del Tribunale di Bergamo, su richiesta della Procura, a seguito della reiterazione di condotte già contestate in passato e delle ripetute violazioni delle misure imposte dall’Autorità giudiziaria.
Un’escalation iniziata nel 2023: “maltrattamenti in famiglia”
La vicenda, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, ha avuto origine nel gennaio 2023, quando i genitori del giovane avevano presentato denuncia. Le indagini avevano portato alla contestazione del reato di maltrattamenti in famiglia, con episodi di violenza fisica e psicologica nei confronti dei familiari conviventi.
Sulla base degli accertamenti, la Procura aveva chiesto un primo intervento cautelare e il Gip aveva disposto la misura del divieto di avvicinamento alle persone offese, proprio per interrompere la spirale di pressioni e aggressioni.
Le violazioni del divieto e i due arresti precedenti
Nonostante la misura, però, l’uomo avrebbe continuato a presentarsi nei pressi delle abitazioni dei genitori.
Il primo arresto risale al luglio 2023, quando era stato sorpreso all’interno dell’abitazione del padre, in chiara violazione delle prescrizioni.
Un secondo arresto era arrivato nel maggio 2025, quando i carabinieri lo avevano individuato nelle immediate vicinanze della casa del genitore, pur con il divieto ancora attivo.
L’ultimo episodio il 27 gennaio: minacce per ottenere soldi
Il punto di rottura definitivo sarebbe stato raggiunto il 27 gennaio, quando i militari sono intervenuti presso l’abitazione della madre, trovando il 26enne all’ingresso dell’immobile, ancora una volta in violazione del divieto.
Durante l’intervento è emerso anche un ulteriore elemento: una condotta riconducibile al reato di estorsione ai danni del padre. Secondo quanto accertato, il giovane lo avrebbe minacciato ripetutamente per farsi consegnare denaro destinato all’acquisto di stupefacenti.
Arrestato in flagranza per la violazione della misura, il 26enne è stato condotto davanti all’Autorità giudiziaria per il rito direttissimo, al termine del quale è stata disposta la custodia cautelare in carcere.
Aggravamento della misura: ordinanza eseguita il 29 gennaio
Alla luce della continuità degli episodi e delle ripetute trasgressioni, la Procura di Bergamo ha chiesto l’aggravamento del divieto di avvicinamento, giudicato non più sufficiente.
Il Gip ha accolto la richiesta, emettendo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, eseguita dai carabinieri la mattina del 29 gennaio. Ora il giovane si trova in prigione, a disposizione dell’Autorità giudiziaria.