Nuovi interventi: la trasformazione dell’ex carcere di Sant’Agata
Il recupero dell‘ex carcere di Sant’Agata in Città Alta ha ricevuto un notevole impulso con l’approvazione di nuovi interventi per un valore di oltre 500 mola euro. Questi includono una passerella sospesa che attraverserà il porticato un tempo riservato ai detenuti durante l’ora d’aria, oltre a una serie di modifiche strutturali che rendono il progetto ancora più ambizioso. Questi lavori si aggiungono ad un ampio piano di restauro che sta prendendo forma, con il completamento previsto per giugno 2026.
Interventi imprevisti e modifiche ai progetti iniziali
Il piano di recupero, progettato per ridare vita a uno dei luoghi storici più significativi di Bergamo, ha visto alcuni cambiamenti non previsti. Un esempio di queste modifiche riguarda la posizione iniziale della passerella, che, a seguito di confronti con la Soprintendenza, è stata spostata per garantire una connessione più funzionale tra i vari vani. A causa di queste modifiche, è stata approvata una variante al progetto, che ha comportato un incremento dei costi per oltre 532.000 euro.
Oltre alla passerella sospesa, sono previsti altri interventi come il riposizionamento del blocco ascensore pubblico, modifiche alle aperture su via del Vagine e l’aggiunta di nuovi lucernari lungo la galleria. Tali modifiche sono state rese necessarie dal confronto continuo con la Soprintendenza, che ha seguito i lavori con molta attenzione, assicurandosi che il valore storico del sito fosse preservato.
La storia dell’ex carcere di Sant’Agata e il lavoro di restauro
L’ex carcere di Sant’Agata ha una lunga e complessa storia che affonda le radici nel XIV secolo, quando fu fondato come monastero dai Padri Teatini. Nel XIX secolo, l’edificio subì una serie di trasformazioni che lo portarono a essere utilizzato come carcere fino al 1977. Questo lungo processo di cambiamenti e adattamenti è stato accompagnato dal lavoro dell’architetto Leopoldo Pollack, il quale ridisegnò l’edificio per adattarlo alla funzione penitenziaria. L’intervento di recupero in corso è molto complesso e prevede il restauro di un edificio stratificato, che conserva testimonianze di ogni fase della sua lunga storia.
Durante i lavori sono emersi interessanti ritrovamenti, tra cui affreschi che raccontano storie di un passato ricco di significato. Tra questi, un leone di San Marco e uno stemma dei Visconti, insieme a un disegno di un vascello, probabilmente realizzato da un detenuto. Questi ritrovamenti sono stati restaurati e sono ora visibili nelle celle dell’edificio, testimonianze tangibili del passato del luogo.
Il progetto di recupero economico: finanziamenti e investimenti
Il valore complessivo del progetto di recupero dell’ex carcere di Sant’Agata ammonta a circa 9,77 milioni di euro. Questo importo copre non solo il restauro e la ristrutturazione dell’edificio, ma anche le spese per i collaudi, gli allacciamenti e le pratiche necessarie per ottenere le autorizzazioni dai Vigili del Fuoco. Il 80% di questo investimento è finanziato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), mentre la restante parte è a carico del Comune di Bergamo.
Nonostante gli imprevisti e le modifiche al progetto, il Comune ha garantito che i costi non aumenteranno grazie ai risparmi derivanti dalla gara di appalto. L’impresa “Samoa Restauri” continua a lavorare al progetto, portando avanti un piano che non inciderà sul quadro economico generale. Il valore complessivo del contratto dell’impresa è passato da 6,4 milioni a 6,9 milioni di euro, ma senza modificare la scadenza dei lavori.
Destinazione degli spazi: un progetto per la comunità
Il Comune di Bergamo, oltre a completare i lavori strutturali, sta anche pensando alla destinazione degli spazi che nasceranno all’interno dell’ex carcere. Il recupero prevede la realizzazione di 15 appartamenti, tra cui 8 monolocali, 4 bilocali, 1 trilocale e 2 loft. La destinazione di questi appartamenti è pensata in parte per rispondere alle esigenze di una clientela giovane, con un focus particolare sulla sperimentazione e sull’utilizzo di spazi che possano essere più adatti a un pubblico dinamico.
Non mancheranno anche spazi pubblici, come il vecchio refettorio del carcere e una biblioteca che ospiteranno eventi e concerti. L’area dell’ex “ora d’aria” sarà destinata a funzioni pubbliche, mentre alcuni spazi saranno trasformati in un museo dedicato alla memoria storica del carcere, con il coinvolgimento dell’Isrec. I dettagli di questa destinazione museale sono ancora in fase di definizione.
Un cantiere sempre attivo e impegni per il futuro
Attualmente, i lavori sono molto intensificati e circa 40 operai sono al lavoro su 7 piani dell’edificio. I serramenti sono già in fase di montaggio e la copertura è stata completata. A breve, sarà creato un varco tra il muro dell’ex “ora d’aria” e il cortile del Circolino, un altro passo verso la trasformazione di questo storico edificio.
L’assessore alla Rigenerazione Urbana di Bergamo, Francesco Valesini, ha confermato che la fine dei lavori è prevista per la fine del 2026, con una conclusione che coinciderà con il termine del cantiere, che ha visto aumentare l’intensità dei lavori nell’ultimo periodo.