Il mercato del lavoro della provincia di Bergamo continua a crescere e chiude i primi sei mesi del 2026 con un risultato migliore rispetto a quello registrato nello stesso periodo dello scorso anno. Tra gennaio e giugno, la differenza tra nuovi rapporti di lavoro e cessazioni ha prodotto infatti un saldo positivo di 6.064 posizioni.
A fotografare l’andamento dell’occupazione bergamasca è il rapporto dell’Osservatorio del Lavoro della Provincia di Bergamo. Il dato complessivo supera quello del primo semestre 2025, quando il bilancio si era fermato a 5.305 posizioni in più.
Dietro alla crescita emerge tuttavia una trasformazione nella tipologia dei rapporti di lavoro. Aumenta infatti il contributo dei contratti temporanei, mentre il tempo indeterminato continua a generare occupazione ma con un ritmo inferiore rispetto al 2025.
Quasi 68.500 assunzioni in sei mesi
Nel dettaglio, durante il primo semestre sono state registrate 68.471 assunzioni, con un incremento del 6,5% rispetto allo stesso arco temporale dell’anno precedente.
Parallelamente sono cresciute anche le uscite dal mercato del lavoro: le cessazioni hanno raggiunto quota 62.407, facendo segnare un aumento annuo del 5,8%.
La crescita più rapida delle nuove attivazioni rispetto alle cessazioni ha permesso di mantenere il bilancio occupazionale ampiamente in territorio positivo.
Resta significativo anche il fenomeno delle dimissioni. Nel territorio bergamasco hanno superato quota 20 mila, mantenendosi su livelli decisamente superiori rispetto a quelli osservati prima della pandemia.
Tempo determinato in forte crescita
Uno degli elementi più significativi del rapporto riguarda la composizione contrattuale delle nuove posizioni.
Il tempo indeterminato continua a rappresentare una componente importante del saldo, con 3.051 posizioni aggiuntive, ma mostra un rallentamento rispetto al primo semestre dello scorso anno. Nel 2025, infatti, il contributo dei rapporti stabili era stato pari a 3.856 unità.
La dinamica opposta riguarda il tempo determinato, che raggiunge un saldo di +2.363 posizioni, più che raddoppiato rispetto al risultato ottenuto un anno prima.
Segno positivo anche per il lavoro in somministrazione, che contribuisce al bilancio provinciale con altre 1.257 posizioni.
L’unica componente indicata in territorio negativo è invece l’apprendistato. Il saldo di questa tipologia contrattuale è pari a -607 posizioni, evidenziando una dinamica differente rispetto alle altre principali forme di ingresso nel mercato del lavoro.
Commercio e servizi davanti a tutti
Dal punto di vista dei settori produttivi, la spinta principale arriva dal comparto del commercio e dei servizi, che nei primi sei mesi del 2026 registra un saldo positivo di 3.085 posizioni.
Il risultato segna un miglioramento rispetto alle 2.483 unità dello stesso periodo del 2025 e conferma il ruolo centrale del terziario nell’andamento occupazionale provinciale.
Indicazioni favorevoli arrivano anche dall’industria. Il settore industriale chiude il semestre con 2.214 posizioni in più, contribuendo in maniera rilevante al risultato complessivo.
Più contenuta la crescita nelle costruzioni, che terminano il periodo con un saldo di +765 posizioni.
Metalmeccanica e gomma-plastica sostengono il manifatturiero
All’interno del sistema manifatturiero emergono alcuni comparti particolarmente dinamici.
La produzione di articoli in metallo registra un saldo di +551 posizioni, risultando tra le attività con il contributo maggiore. Segue il comparto della gomma e della plastica, che raggiunge +460.
Positivo anche il settore delle apparecchiature elettriche, con un incremento di 345 posizioni.
I numeri mostrano quindi come, accanto alla crescita del terziario, anche una parte importante della tradizionale struttura industriale bergamasca continui a generare domanda di lavoro.
Bergamo e Grumello tra le aree più dinamiche
Il miglioramento non è distribuito nello stesso modo in tutte le zone della provincia. L’area di Bergamo raggiunge un saldo di +2.422 posizioni, rappresentando uno dei principali motori territoriali della crescita registrata nel semestre.
Un risultato particolarmente significativo arriva anche dall’area di Grumello del Monte, dove il saldo raggiunge +965 posizioni.
Nel complesso, la fotografia dei primi sei mesi del 2026 restituisce quindi un mercato del lavoro bergamasco ancora in espansione. Il saldo migliora rispetto allo scorso anno e aumentano le assunzioni, sostenute soprattutto da servizi e industria.
La composizione della crescita evidenzia però un aspetto da monitorare nei prossimi mesi: il rallentamento dei contratti a tempo indeterminato si accompagna a una maggiore incidenza delle forme di lavoro a termine e della somministrazione. Sarà l’andamento della seconda metà dell’anno a indicare se questa tendenza sarà destinata a consolidarsi.
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