Un nuovo asilo nido realizzato grazie a circa 560mila euro di finanziamenti Pnrr, ma nessun bambino iscritto per l’anno scolastico 2026/2027. È il caso del «Giulio Coniglio» di Verdellino, struttura progettata per ampliare i servizi educativi destinati alle famiglie del paese e della vicina Zingonia.
L’edificio è stato costruito per aumentare la disponibilità di posti dedicati ai bambini da zero a tre anni. Tuttavia, le richieste ricevute dal Comune sono state completamente assorbite dall’asilo nido «Gianni Rodari», già operativo sul territorio.
Le domande presentate dalle famiglie sono state complessivamente 27, un numero che non ha reso necessario utilizzare la nuova struttura.
La situazione ha aperto un confronto politico tra l’amministrazione guidata dal sindaco Silvano Zanoli e i gruppi di minoranza, che contestano la programmazione dell’intervento.
A complicare ulteriormente il quadro è una controversia amministrativa relativa all’affidamento della gestione dei due asili, attualmente oggetto di un ricorso al Tribunale amministrativo regionale.
Il nuovo nido di Verdellino resta inutilizzato
Il «Giulio Coniglio» era stato pensato come un ampliamento dell’offerta educativa comunale.
L’obiettivo era garantire maggiori opportunità alle famiglie con bambini piccoli, aumentando la capacità di accoglienza per la fascia d’età compresa tra zero e tre anni.
La costruzione è stata finanziata attraverso un contributo di circa 560mila euro proveniente dal Piano nazionale di ripresa e resilienza.
Le previsioni iniziali sul fabbisogno, però, non si sono tradotte in un numero di iscrizioni sufficiente a rendere necessaria l’apertura del nuovo servizio.
Per l’anno scolastico 2026/2027 sono arrivate agli uffici comunali 27 richieste di accesso all’asilo nido.
Tutte hanno trovato risposta attraverso la struttura già esistente, il «Gianni Rodari».
Il risultato è che il nuovo edificio, pur realizzato per incrementare i posti disponibili, non ospita attualmente alcun bambino.
La vicenda ha alimentato interrogativi sulla corrispondenza tra investimenti pubblici e domanda effettiva di servizi educativi.
Ventisette domande soddisfatte dal Gianni Rodari
Il dato delle iscrizioni è al centro della discussione.
Le 27 richieste ricevute dal Comune sono state sufficientemente coperte dai posti disponibili nel nido già attivo.
Non si è quindi presentata, almeno per l’attuale anno scolastico, la necessità di utilizzare gli spazi aggiuntivi del «Giulio Coniglio».
La situazione mette in evidenza la differenza tra il numero di posti potenzialmente disponibili e l’effettiva richiesta delle famiglie.
Il nuovo nido nasce infatti per rispondere a un fabbisogno previsto, mentre le domande raccolte per il 2026/2027 indicano una necessità inferiore rispetto alla capacità complessiva programmata.
Tra gli elementi di contesto figura anche il calo delle nascite, fenomeno che interessa numerosi territori della provincia di Bergamo.
Non sono stati tuttavia forniti dati specifici sull’andamento della natalità a Verdellino tali da quantificare il suo impatto sulle iscrizioni.
Il sindaco Zanoli difende i fondi Pnrr
Il primo cittadino Silvano Zanoli respinge le critiche rivolte all’amministrazione.
Secondo il sindaco, il finanziamento disponibile rappresentava un’opportunità importante per ampliare il patrimonio pubblico e migliorare la dotazione di servizi del territorio.
Per Zanoli, la realizzazione del «Giulio Coniglio» costituisce un investimento destinato a mantenere valore anche negli anni successivi.
Il fatto che la struttura non abbia ancora ricevuto iscrizioni non viene considerato dall’amministrazione una ragione sufficiente per giudicare negativamente l’intervento.
Il sindaco sostiene che nuove richieste potranno arrivare in futuro.
A supporto della propria posizione richiama anche l’andamento demografico complessivo del paese.
Negli ultimi anni, secondo quanto riferito dal primo cittadino, la popolazione di Verdellino è aumentata di circa 500 residenti.
Un dato che, nella valutazione dell’amministrazione, indica una crescente attrattività del territorio per nuove famiglie.
L’obiettivo dei posti nido per i bambini da zero a tre anni
Un’altra motivazione richiamata dal sindaco riguarda gli obiettivi di copertura dei servizi per la prima infanzia.
Il riferimento è alla disponibilità di posti negli asili nido rispetto alla popolazione dei bambini nella fascia da zero a tre anni.
La soglia indicata è pari al 33% della popolazione potenzialmente interessata, considerando l’offerta pubblica e privata.
Secondo Zanoli, prima della realizzazione del nuovo edificio Verdellino disponeva di meno della metà dei posti necessari per raggiungere tale parametro.
L’ampliamento dell’offerta sarebbe stato quindi motivato anche dalla necessità di ridurre questa distanza.
La questione riguarda però due aspetti distinti: la disponibilità teorica dei posti e il numero delle famiglie che effettivamente richiedono il servizio.
Il Comune sottolinea l’importanza di aumentare la capacità ricettiva, mentre le minoranze contestano la scelta di costruire una nuova struttura a fronte delle iscrizioni registrate.
Le minoranze contestano la programmazione
La posizione dell’amministrazione non convince i consiglieri di opposizione.
Umberto Valois, della lista «Insieme per cambiare Verdellino e Zingonia», sostiene che il nuovo asilo non fosse necessario già al momento della progettazione.
Secondo il consigliere, l’andamento della natalità avrebbe dovuto suggerire una valutazione differente delle priorità comunali.
Valois afferma che le perplessità erano state espresse prima dell’avvio dei lavori.
La mancata apertura del nuovo nido viene quindi interpretata dall’opposizione come una conferma delle critiche avanzate in precedenza.
Al centro della contestazione non c’è soltanto il costo dell’intervento, ma soprattutto la scelta di destinare risorse alla realizzazione di nuovi spazi educativi.
Per le minoranze sarebbe stato necessario partire da una valutazione più approfondita dei bisogni attuali della popolazione.
La proposta: più servizi per gli anziani
Tra le alternative indicate dall’opposizione figurano gli interventi rivolti alla popolazione anziana.
Secondo Valois, Verdellino avrebbe oggi maggiore necessità di potenziare i servizi per gli anziani rispetto alla costruzione di un ulteriore asilo nido.
La proposta nasce dalla convinzione che la programmazione comunale debba tenere conto dell’evoluzione demografica.
L’argomento si inserisce in un confronto più ampio sulle priorità degli investimenti pubblici.
La posizione delle minoranze, tuttavia, non implica che il contributo Pnrr destinato al nido potesse essere automaticamente utilizzato per finanziare servizi di natura diversa.
I finanziamenti pubblici sono infatti soggetti a specifiche condizioni e finalità.
La critica riguarda soprattutto l’opportunità di aderire al finanziamento e realizzare l’opera rispetto alle esigenze individuate sul territorio.
Ogliari: si potevano valutare convenzioni con altri nidi
Anche Helga Ogliari, rappresentante della lista «Vivere», esprime una posizione contraria all’investimento.
Secondo la consigliera, l’accesso a un finanziamento non costituisce di per sé una ragione sufficiente per avviare un’opera.
Ogliari sostiene che il Comune avrebbe potuto rinunciare al contributo Pnrr e valutare modalità differenti per garantire la disponibilità dei posti nido.
Tra le possibilità indicate figurano le convenzioni con strutture educative presenti nei comuni limitrofi.
Questa soluzione, secondo la rappresentante della minoranza, avrebbe potuto contribuire al raggiungimento degli obiettivi di copertura senza costruire un nuovo edificio.
Si tratta di una proposta avanzata nel dibattito politico locale, la cui concreta applicabilità dipenderebbe dalle disposizioni e dai requisiti previsti.
Il confronto resta dunque aperto tra chi considera il nuovo nido un investimento di lungo periodo e chi ritiene che la domanda effettiva non ne giustificasse la realizzazione.
La gestione dei due asili finisce davanti al Tar
Oltre alla questione delle iscrizioni, il «Giulio Coniglio» è coinvolto in una controversia amministrativa.
L’affidamento della gestione del nuovo nido e del vicino «Gianni Rodari» è stato oggetto di una gara pubblica successivamente contestata davanti al Tar.
La procedura prevedeva l’individuazione di un operatore incaricato di gestire entrambe le strutture.
Durante la valutazione delle offerte, il concorrente inizialmente primo classificato è stato escluso.
L’esclusione è stata motivata dalla presenza di un parametro dell’offerta risultato non conforme ai requisiti richiesti.
Di conseguenza, l’aggiudicazione è stata attribuita all’attuale gestore del «Gianni Rodari».
Il soggetto individuato avrebbe dovuto assumere anche la gestione del nuovo nido.
La procedura è però stata contestata dall’operatore escluso.
Ricorso amministrativo, udienza prevista a gennaio
Il concorrente escluso dalla gara ha presentato ricorso al Tribunale amministrativo regionale.
La controversia ha determinato una situazione di stallo per l’affidamento del servizio, con l’udienza fissata per gennaio.
Il gestore individuato dalla procedura avrebbe anche il compito di arredare il nuovo «Giulio Coniglio».
L’allestimento degli spazi risulta quindi collegato all’esito della vicenda amministrativa.
La questione giudiziaria costituisce un elemento distinto dalla mancanza di iscrizioni.
Da una parte, infatti, le richieste delle famiglie sono state completamente soddisfatte dal nido esistente.
Dall’altra, la gestione della nuova struttura è interessata da un contenzioso non ancora definito.
Non è possibile anticipare quale sarà la decisione del Tar o quali conseguenze produrrà sull’affidamento.
Verdellino, il futuro del Giulio Coniglio resta aperto
La situazione del nuovo asilo nido presenta quindi più aspetti ancora da chiarire.
L’edificio è stato realizzato con circa 560mila euro di fondi Pnrr, ma non registra iscrizioni per l’anno scolastico 2026/2027.
Il sindaco Zanoli difende la scelta, sottolineando l’aumento del patrimonio comunale, la crescita della popolazione e la necessità di ampliare i posti disponibili per la prima infanzia.
Le minoranze ritengono invece che la domanda delle famiglie non giustificasse la costruzione di una nuova struttura e chiedono una maggiore attenzione ai servizi per gli anziani.
A queste posizioni si aggiunge il ricorso amministrativo sull’affidamento della gestione, destinato a essere esaminato a gennaio.
Il futuro del «Giulio Coniglio» dipenderà quindi sia dall’evoluzione delle richieste delle famiglie sia dalla definizione della procedura di gestione.
Nel frattempo, il «Gianni Rodari» continua a soddisfare il fabbisogno educativo attualmente espresso dalle famiglie di Verdellino e Zingonia.
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