Si stringe sempre di più la morsa dei costi sanitari. Secondo una recente analisi della Cgil, i bergamaschi hanno pagato in media 973 euro all’anno per spese sanitarie, tra cui ticket e visite private. Questo dato è stato tratto da 59.298 modelli 730 processati nel 2023, e si riferisce quindi all’anno fiscale 2022. Tra questi, 38.356 dichiarazioni riportanti spese legate alle prestazioni sanitarie specialistiche e ai ticket correlati.
Salute: spese in calo rispetto al 2021
Sebbene 973 euro sembrino una somma considerevole, rappresenta in realtà un calo rispetto al 2021, quando la spesa media per contribuente era di 1.237 euro. Questa diminuzione può essere attribuita a vari fattori, sia positivi (forse una maggiore dipendenza dalla sanità pubblica) che negativi (alcune persone potrebbero evitare le cure mediche a causa dell’inflazione crescente e del declino del potere d’acquisto).
La Cgil: pressione su redditi ridotti
Marco Toscano, segretario generale della Cgil di Bergamo, ha sottolineato l’importanza di questi dati, indicando che la spesa sanitaria è una pressione significativa per molte persone, in particolare per quelle con redditi non elevati. Toscano ha sottolineato la necessità di rafforzare la sanità pubblica e di accorciare le liste d’attesa. Ha anche messo in luce l’importanza di affrontare l’inflazione e la perdita di potere d’acquisto da parte dei lavoratori.
Finanziamenti ed evasione fiscale
Ma da dove può arrivare il finanziamento necessario per migliorare la sanità? Una soluzione proposta è quella di recuperare l’IVA non versata, che secondo i dati del Mef ammonta a circa 22,9 miliardi di euro. Toscano ha suggerito che una lotta efficace all’evasione fiscale potrebbe essere una strategia chiave per ottenere fondi vitali per il sistema sanitario.