Che cosa ha lasciato il 25 aprile a Bergamo

Momenti istituzionali condivisi in centro a Bergamo: gli interventi dell'autorità sul valore dell'antifascismo

Un giorno di memoria e riflessione a Bergamo

Il 25 aprile a Bergamo è stato un giorno di intensa commemorazione e impegno civico, iniziato al Parco delle Rimembranze della Rocca in Città Alta con la deposizione delle corone d’alloro ai caduti per la libertà, nei campi di concentramento, della Divisione Legnano e dell’Esercito di Liberazione Italiano del periodo 1943-1945. Alle 9.30 il raduno in piazzale Marconi per il corteo in direzione degli interventi in piazza Vittorio Veneto.

Una corteo carico di significati

Il percorso del corteo ha visto una grande affluenza di cittadini che hanno attraversato le vie centrali della città, tra cui viale Papa Giovanni XXIII, via Camozzi, via Pignolo, e via Tasso, concludendo in piazza Vittorio Veneto. Durante la marcia, i manifestanti hanno esposto bandiere della pace, del Partito democratico, dell’ANPI, del Partito Socialista, e di Alleanza Sinistra e Verde, dimostrando la varietà di sostegno alla causa della resistenza e della pace.

Le autorità e i discorsi istituzionali

Numerose autorità cittadine, tra cui il sindaco Giorgio Gori e gli assessori Marzia Marchesi, Marcella Messina, Giacomo Angeloni, e Marco Brembilla, hanno partecipato attivamente. Il sindaco Gori ha letto un monologo di Antonio Scurati, precedentemente censurato dalla Rai, esprimendo il concetto che “il 25 aprile è una ricorrenza senza riserva. Una festa di tutti che chiede un’adesione senza ambiguità. La parola antifascista è una parola che non può essere omessa”. L’intervento del presidente della Provincia, Pasquale Gandolfi, ha sottolineato l’importanza continua della data, affermando: “Caro 25 aprile, il nostro bisogno di te non è finito e ti garantiamo che questa piazza, la città di Bergamo e la provincia è sempre antifascista”.

La voce dei giovani e l’impegno per la pace

Gli interventi di Marta del Liceo Paolina Secco Suardo e di Susanna Facheris del Progetto Adriana hanno toccato temi cruciali come l’importanza di trasmettere ai giovani valori di uno stato democratico e antifascista che tutela i diritti di tutti. L’onorevole Pier Luigi Bersani, ospite d’onore, ha evidenziato il legame tra la pace e la giustizia sociale, ricordando anche le sofferenze di ucraini e palestinesi. Il suo messaggio era chiaro: “Non c’è democrazia senza giustizia sociale”.

La variegata partecipazione al corteo

Il corteo ha incluso anche rappresentanze significative come quella della Brigata Ebraica e manifestanti con bandiere palestinesi, simbolo della resistenza palestinese. Nonostante qualche tensione, il messaggio prevalente è stato uno di pace e di ricordo, riflettendo il valore storico e attuale del 25 aprile, una data che continua a essere un simbolo di libertà e resistenza in Italia e nel mondo.

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