Il cardinale Pizzaballa e il suo ritorno a Cologno: Una celebrazione con un cuore pesante
Cologno al Serio, domenica 8 ottobre, s’è vestita a festa per il suo concittadino, Pierbattista Pizzaballa, recentemente nominato cardinale da papa Francesci e attuale Patriarca di Gerusalemme. Tuttavia, dietro le celebrazioni e i saluti calorosi, si cela un sentimento di profonda preoccupazione e dolore per gli attuali eventi in Terra Santa.
Rientro a Cologno e riflessioni sul cardinalato
Il cardinale Pizzaballa ha espresso la sua gratitudine nel tornare nella chiesa dove ha ricevuto il Battesimo e nel paese in cui è cresciuto. Nelle sue parole si percepisce un forte legame con la sua terra natale, ma anche una profonda preoccupazione per la situazione in Medio Oriente dopo gli attacchi missilistici di Hamas a Gaza. Durante l’omelia, Pizzaballa ha riflettuto sul significato di essere cardinale: “Essere cardinale significa essere voce della comunità e saperla ascoltare, non essendone solo un megafono, ma anche orientandola. E’ una missione complessa, specialmente nella nostra piccola comunità cristiana”.
La situazione in Terra Santa e il messaggio di speranza
Il cardinale ha condiviso le sue preoccupazioni riguardo agli eventi drammatici che stanno sconvolgendo Israele e la Striscia di Gaza. Queste circostanze hanno indotto Pizzaballa a prendere la decisione di rientrare il prima possibile a Gerusalemme, annullando tutti i futuri impegni nella sua terra natale, dove ha ricevuto (sabato 7) la cittadinanza onoraria dal consiglio comunale di Bergamo. Dal pulpito che gli è familiare, ha sottolineato l’importanza di ricordare che “siamo stati creati a immagine di Dio” e che “il cristianesimo, prima di essere una religione, è uno stile di vita”.
Il conflitto e l’urgenza del ritorno
L’attuale esplosione di violenza ha scosso profondamente l’animo del cardinale. La sua urgenza di tornare a Gerusalemme riflette il suo profondo senso di responsabilità e di cura verso la comunità che rappresenta. In conclusione, mentre Cologno festeggia il suo cardinale, il mondo guarda con apprensione alla Terra Santa, sperando in una risoluzione pacifica e giusta per tutti.