Nel corso del 2023, Ats Bergamo ha attivato con successo il progetto “Ambulatori Diffusi nelle Case di Comunità” per far fronte alla carenza di medici nel territorio bergamasco. Questa iniziativa ha permesso di effettuare quasi 15mila visite mediche, rappresentando una risposta concreta alle esigenze della popolazione rimasta senza un medico di base.
Ambulatori Diffusi: di cosa si tratta
Nei territori con scarsa presenza di medici, gli Ambulatori Diffusi hanno offerto un’alternativa preziosa. Gli utenti hanno avuto la possibilità di prenotare appuntamenti attraverso farmacie locali, un’app dedicata o i Punti Unici di Accesso (Pua) delle Case di Comunità, per ottenere ricette e visite non differibili. Le visite si sono poi svolte proprio all’interno delle Case di Comunità. Il bilancio del progetto nel 2023 è stato di 3.738 ore di attività ambulatoriale, con un totale di 14.952 visite su 16.611 disponibili (slot). Le varie Case di Comunità coinvolte nel progetto, come Treviglio, Martinengo, Lovere, Sant’Omobono Terme, Ponte San Pietro e Dalmine, hanno contribuito a fornire assistenza medica a coloro che ne avevano bisogno.
Massimo Giupponi, direttore generale di Ats Bergamo, ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa come uno strumento transitorio per affrontare la carenza di medici nel territorio. Ha evidenziato anche l’interlocuzione attiva con i medici per migliorare l’efficacia del servizio. Il progetto ha registrato una notevole richiesta, con una saturazione del 90%, indicando la sua rilevanza e il suo impatto positivo. I numeri presentati da Ats Bergamo dimostrano l’efficacia dell’iniziativa nel colmare temporaneamente il vuoto lasciato dalla mancanza di medici. I sindaci delle aree coinvolte hanno espresso apprezzamento per l’iniziativa, riconoscendo il ruolo essenziale delle farmacie come punti di riferimento per i cittadini. Hanno sottolineato anche la necessità di continuare a migliorare i servizi territoriali, affrontando le sfide della carenza di medici. Gli Ambulatori Diffusi nelle Case di Comunità rappresentano una soluzione di emergenza efficace, ma resta prioritario risolvere la questione più ampia della carenza di medici di famiglia nel medio termine. L’attenzione rimane focalizzata sulla collaborazione tra le Asst, il coordinamento provinciale e l’implementazione di strategie a lungo termine per garantire una copertura medica adeguata sul territorio bergamasco.