A distanza di due anni dall’inizio della guerra in Ucraina, Bergamo continua a dimostrare solidarietà nei confronti degli ucraini sfollati. Circa 200 persone sono ancora ospitate dalle parrocchie bergamasche, principalmente donne con figli. Secondo don Roberto Trussardi, direttore della Caritas diocesana, il 45-50% dei profughi è tornato nel proprio Paese, mentre coloro che sono rimasti stanno cercando di costruirsi un futuro in Italia attraverso l’integrazione scolastica e lavorativa.
In risposta alla crisi umanitaria, Caritas, insieme a L’Eco di Bergamo e alla Fondazione della Comunità bergamasca, ha raccolto 1,5 milioni di euro per sostenere i profughi. Il presidente della Fondazione, Osvaldo Ranica, conferma che l’impegno nel fornire assistenza, soprattutto ai bambini, continua senza sosta.
Tuttavia, l’associazione Zlaghoda, che si occupa di portare aiuti umanitari ai civili in Ucraina, ha lanciato un allarme riguardo alla scadenza del contratto del magazzino utilizzato come punto di raccolta. Con il contratto valido fino al 31 marzo, l’associazione è alla ricerca di uno spazio alternativo per continuare le proprie attività di raccolta e distribuzione degli aiuti.