Mobilità internazionale, punto cardine della formazione universitaria all’UniBg

La Spagna guida la classifica delle mete preferite dagli studenti di UniBg, seguita da Germania e Francia

La mobilità internazionale rappresenta un asse portante nella formazione universitaria contemporanea, e l’Università di Bergamo (UniBg) si distingue per un’offerta particolarmente ricca e diversificata. Con una netta ripresa post-pandemia, il programma Erasmus+ continua a essere il pilastro di questa tendenza, ma le opzioni non si fermano all’Europa.

I numeri parlano chiaro: il numero di studenti UniBg che partecipano a programmi di scambio internazionale è in costante aumento. Nel 2022/23, 437 studenti hanno avuto esperienze all’estero; nel 2023/24 il numero è salito a 460 e si prevede un ulteriore incremento a 550 per l’anno accademico 2024/25. Questi dati riflettono non solo una ripresa, ma anche un ampliamento delle destinazioni disponibili, che ora includono paesi come Argentina, Cina e Corea del Sud, oltre a nuove opportunità in Europa come Polonia e Grecia.

La Spagna si conferma la destinazione più popolare, con 306 studenti partiti negli ultimi tre anni, seguita dalla Germania e dalla Francia. L’interesse non è limitato ai paesi europei: destinazioni intercontinentali come Cina e Stati Uniti continuano a attrarre un numero significativo di studenti. L’Erasmus non è più solo un’esperienza linguistica; è diventato un vero e proprio scambio culturale che sfrutta l’inglese come lingua veicolare.

Flaminia Nicora, Prorettrice con Delega all’internazionalizzazione, sottolinea l’importanza dell’ampliamento delle destinazioni. L’obiettivo è rendere le università luoghi di scambio culturale, andando oltre la semplice acquisizione linguistica. Inoltre, i programmi di scambio sono supportati da borse di studio sovvenzionate dall’Unione Europea e dall’ateneo, con possibilità di finanziamenti aggiuntivi per studenti in condizioni di fragilità.

Mettendo in risalto la dimensione internazionale, UniBg non solo prepara gli studenti alla globalizzazione attraverso la mobilità, ma integra l’esperienza internazionale nei corsi “at home”. Circa il 7% degli studenti nei corsi classici e il 26% in quelli di laurea magistrale sono internazionali, beneficiando di lezioni e seminari tenuti da docenti stranieri.

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