UniBg inaugura l’anno accademico tra intelligenza artificiale, infrastrutture e nuove sfide globali

All’Università di Bergamo l’anno accademico 2025/2026 si apre con una cerimonia dedicata a conoscenza, innovazione e sviluppo sostenibile. Focus su AI, inclusione, internazionalizzazione e nuovi spazi per gli studenti

L’Università degli Studi di Bergamo ha inaugurato ufficialmente l’anno accademico 2025/2026 con una cerimonia ricca di contenuti e visioni strategiche, tenutasi mercoledì 26 novembre nell’Aula Magna di Sant’Agostino. Al centro dell’evento, l’intelligenza artificiale, lo sviluppo tecnologico, l’internazionalizzazione e il potenziamento delle infrastrutture universitarie, temi che riflettono l’impegno di UniBg nel costruire un ateneo inclusivo, competitivo e proiettato verso il futuro.

Università e territorio, un patto per lo sviluppo

«L’apertura dell’anno accademico non è solo un atto formale, ma un rinnovato patto di fiducia nella conoscenza», ha sottolineato la sindaca Elena Carnevali, definendo l’Università «motore di sviluppo e leva di trasformazione sociale, culturale ed economica». Concetti ripresi anche da Umberto Valois, vicepresidente della Provincia di Bergamo, che ha ribadito il ruolo di UniBg come punto di riferimento per il territorio.

Dal presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, è arrivato un richiamo alla necessità di «governare l’innovazione digitale con formazione e ricerca», mentre Alessandra Gallone, consigliera del ministro dell’Università Anna Maria Bernini, ha parlato della necessità di un «nuovo umanesimo» in grado di connettere università, sanità, imprese e pubblica amministrazione, ricordando i fondi storici stanziati per il diritto allo studio, grazie ai quali oltre il 40% degli studenti italiani (e bergamaschi) è esente dalle tasse.

Il rettore Cavalieri: «Evitiamo che l’innovazione generi nuove disuguaglianze»

Il rettore Sergio Cavalieri, nella sua prolusione, ha parlato di una “nuova rivoluzione cognitiva” in atto, legata al rapido progresso dell’intelligenza artificiale e all’evoluzione delle modalità con cui l’essere umano accede ed elabora la conoscenza. «Il nostro compito è comprendere questa trasformazione e assicurare che non escluda nessuno», ha affermato, richiamando il rischio che l’economia digitale aumenti le disuguaglianze sociali.

UniBg ha risposto a questa sfida avviando una serie di progetti concreti:

  • Tavolo interdipartimentale sull’intelligenza artificiale

  • Agenda di ricerca sull’AI

  • Dottorato in “Artificial Intelligence for Sustainable Futures”

  • Linee guida per un uso etico e consapevole dell’AI

  • Nascerà a breve il Center for Responsible AI, per raccogliere competenze e promuovere progetti in sinergia con centri di ricerca nazionali e internazionali.

Internazionalizzazione e attrattività

L’Ateneo guarda con decisione all’internazionalizzazione come leva strategica per lo sviluppo, con 280 insegnamenti in lingua straniera, 12 lauree magistrali e una triennale interamente in inglese, 19 doppi titoli attivi e 490 accordi con università estere. L’obiettivo – ha ribadito Cavalieri – è rendere UniBg sempre più attrattiva, soprattutto per gli studenti stranieri.

Più spazi per studenti e ricerca

Al centro della programmazione, anche diritto allo studio e infrastrutture universitarie. Il rettore ha ricordato:

  • L’avvio del cantiere Montelungo-Colleoni, che porterà 282 posti letto per il diritto allo studio, 170 a libero mercato e 7 nuove aule didattiche

  • Lo Student Office di via Calvi, pronto entro fine 2025

  • L’ampliamento del Polo di via Statuto

  • La riqualificazione degli impianti sportivi di Loreto, prevista per la primavera

Un investimento complessivo che punta a fare di Bergamo una vera città universitaria, capace di accogliere studenti in un ecosistema fatto di cultura, innovazione e comunità.

La lezione e l’inno: simboli di apertura e identità

La cerimonia si è conclusa con due momenti simbolici: la lectio magistralis del professor Oliver Riedel dell’Università di Stoccarda, dedicata al ruolo dei digital twin e dell’AI nei sistemi produttivi, e la prima esecuzione ufficiale dell’inno dell’Università di Bergamo, O vos, est aetas, presentato dal professor Virgilio Bernardoni.

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