Alessia Pifferi condannata all’ergastolo per la morte della piccola Diana

Durante il processo, l'avvocato di parte civile Emanuele De Mitri ha descritto la tragedia come un caso agghiacciante in cui la colpevolezza di Alessia Pifferi era chiara

La Corte d’Assise di Milano ha emesso una sentenza senza appello: Alessia Pifferi è stata condannata all’ergastolo per aver lasciato morire di stenti la sua piccola figlia Diana, di soli 18 mesi, abbandonata a casa da sola per sei lunghi giorni nel luglio del 2022. È stata una decisione che ha sconvolto l’opinione pubblica, segnando la conclusione di un processo doloroso e agghiacciante.

Morte della piccola Diana: Alessia Pifferi condannata all’ergastolo

La madre di Alessia Pifferi, Maria, ha commentato la sentenza con dolore e rabbia, affermando che la figlia ha tradito il suo ruolo di madre e deve pagare per le sue azioni. “Se si fosse pentita e avesse chiesto scusa… Ma non l’ha fatto”, ha dichiarato Maria, visibilmente scossa dalla tragica fine della sua nipotina. Dalla parte opposta, Viviana Pifferi, sorella di Alessia, ha accettato la sentenza come un atto di giustizia, senza concedere alcuna attenuante alla parente condannata. “Non ha mai avuto attenuanti, non è mai stata matta o con problemi psicologici”, ha affermato Viviana, sottolineando la gravità delle azioni commesse da Alessia.

Durante il processo, l’avvocato di parte civile Emanuele De Mitri ha descritto la tragedia come un caso agghiacciante in cui la colpevolezza di Alessia Pifferi era chiara. Ha esposto dettagliatamente come Alessia abbia abbandonato la sua stessa figlia senza acqua né cibo per sei giorni, tradendo la fiducia e il supporto della famiglia. De Mitri ha chiesto risarcimenti significativi per la madre e la sorella di Alessia, sottolineando il dolore e la perdita subita. La Corte d’Assise, presieduta da Ilio Mannucci Pacini, ha emesso la sentenza di condanna all’ergastolo per Alessia Pifferi, ordinando anche il pagamento di provvisionali significative per la sorella Viviana e la madre Maria. Entrambe le familiari si sono costituite parti civili nel processo, cercando giustizia per la perdita tragica di Diana.

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