Il servizio di Continuità assistenziale nella provincia di Bergamo ha visto significativi miglioramenti nei suoi primi tre mesi di operatività. La nuova Centrale unica, attiva dal 6 luglio 2023, ha gestito con successo tutte le chiamate dei cittadini, un importante progresso rispetto alle difficoltà del passato. Tuttavia, non mancano le sfide legate alla gestione delle risorse umane e all’efficienza del sistema nei momenti di maggiore affluenza.
Il numero di medici reclutati è passato da circa 130 a 201, grazie a una campagna che ha coinvolto specializzandi e neolaureati, incentivata da un aumento della retribuzione oraria fino a 42,085 euro. Il potenziamento del personale medico ha consentito di migliorare la risposta alle richieste di assistenza, riducendo i tempi di attesa che, nei giorni di maggiore affluenza, non hanno superato i 25 minuti.
La collaborazione tra diverse aziende sanitarie e l’uso della tecnologia da remoto sono stati elementi chiave del successo. Il 56% delle chiamate è stato risolto grazie a videochiamate e prescrizioni farmaceutiche digitali, riducendo significativamente la necessità di visite ambulatoriali, scese al 33%. Questo approccio non solo ha migliorato l’efficienza del sistema, ma ha anche ridotto i disagi per i pazienti, soprattutto per quelli delle aree montane e più difficili da raggiungere.
L’implementazione della tecnologia è stata lodata da vari esperti del settore. Marcella Messina, presidente del Collegio dei sindaci di Ats Bergamo, ha sottolineato come la videochiamata e la prescrizione dematerializzata stiano trasformando le case dei pazienti nel “primo luogo di cura”. Questo modello risponde agli obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), che punta a potenziare l’assistenza sanitaria territoriale.
I dati forniti da Areu mostrano l’efficacia del servizio: 6.563 chiamate gestite a luglio, 8.329 ad agosto e 2.088 nei primi giorni di settembre, con un tasso di risoluzione elevato. Le visite domiciliari restano stabili all’1%, mentre gli invii al pronto soccorso rappresentano solo il 10% delle richieste totali.
Nonostante i buoni risultati, le sfide per il futuro sono ancora molte. Il direttore generale dell’Asst Bergamo Ovest, Giovanni Palazzo, ha evidenziato come il modello della Centrale unica stia funzionando, ma sarà necessario un continuo miglioramento per rispondere alle crescenti esigenze sanitarie della popolazione. Il vero obiettivo sarà mantenere costante l’efficacia del servizio, garantendo un’assistenza adeguata anche nei periodi di picco.