Il quartiere Monterosso, a Bergamo, perderà presto anche l’ufficio postale: dopo la chiusura di altri servizi essenziali, come supermarket e minimarket, ora anche l’ufficio di via Tremana chiuderà a partire dal 16 dicembre. In contemporanea, anche il quartiere di Boccaleone vedrà chiudere l’ufficio postale di “Bergamo 12”. La notizia, confermata dai dipendenti, segna un ulteriore passo indietro per la presenza di servizi fisici essenziali in queste zone, particolarmente frequentati dagli anziani.
La chiusura: un disagio per i più anziani
La scomparsa degli uffici postali in questi quartieri di Bergamo comporterà un disagio soprattutto per gli anziani, molti dei quali non hanno dimestichezza con i servizi digitali e dipendono dagli uffici fisici per operazioni quotidiane come il ritiro delle pensioni, il pagamento delle bollette e il ritiro di raccomandate o pacchi non consegnati a domicilio. L’accesso a questi servizi è destinato a diventare più complesso, richiedendo agli utenti di recarsi presso uffici postali di altri quartieri, spesso non raggiungibili a piedi e quindi accessibili solo con mezzi privati o autobus.
A questo proposito, il sindacato Cgil di Bergamo sottolinea come la chiusura degli uffici di Monterosso e Boccaleone rappresenti una grave perdita per l’utenza meno digitalizzata. «Si tratta di uffici poco produttivi per l’azienda – afferma la Cgil – ma fondamentali per anziani e cittadini che necessitano di vicinanza fisica ai servizi essenziali».
La voce dei lavoratori: “Servizi di prossimità eliminati”
Anche i lavoratori sono intervenuti a chiarire la situazione, con Alessandro Esposito, dipendente del centro di smistamento di Poste Italiane a Bergamo e delegato sindacale della Slc-Cgil. Esposito, che risiede proprio a Monterosso, spiega che gli uffici postali in chiusura erano considerati “uffici di prossimità”, progettati per facilitare le operazioni quotidiane di utenti anziani e meno digitalizzati. Questi uffici, tuttavia, non rientrano tra quelli considerati “produttivi” poiché non gestiscono un elevato numero di conti correnti, assicurazioni o contratti di utenze energetiche.
Esposito sottolinea che, per il momento, i quattro dipendenti impiegati in questi due uffici saranno ricollocati in altre sedi di Poste Italiane. Gli uffici di Monterosso e Boccaleone, infatti, si limitavano ad attività di base come bollettini e ritiro delle pensioni, e non prevedevano la presenza stabile di consulenti finanziari, presenti solo occasionalmente.
La “vicinanza fisica”: un valore per il servizio postale
Sulla questione della chiusura dei servizi di prossimità è intervenuto anche Giacomo Pessina, segretario provinciale dello Spi-Cgil, la categoria sindacale che rappresenta i pensionati. Secondo Pessina, la vicinanza fisica agli utenti è una componente cruciale della qualità del servizio postale. Questo principio, afferma, dovrebbe guidare la gestione dei servizi pubblici, che non dovrebbero basarsi esclusivamente su logiche economiche ma anche sul benessere dei cittadini, in particolare dei più anziani.
Appello alle istituzioni
Di fronte a questa nuova ondata di chiusure, la Cgil rinnova l’appello alle istituzioni locali affinché intervengano per mantenere un presidio postale a servizio di questi quartieri. In passato, una situazione simile era stata affrontata con una petizione per evitare la chiusura dell’ufficio postale alla Celadina, compensata poi in parte dall’ufficio di Boccaleone. Ora, la richiesta dei sindacati e dei cittadini è che le istituzioni si attivino per evitare che Monterosso e Boccaleone restino completamente privi di uffici postali, trovando soluzioni che possano salvaguardare l’accesso ai servizi essenziali.