La vicenda dell’accoltellamento avvenuto a Seriate conosce un primo spiraglio di speranza: Daniela Elena Manda, colpita dal marito con 14 coltellate, è stata estubata e trasferita dalla Terapia Intensiva al reparto di Chirurgia dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Sebbene il quadro clinico rimanga grave, questo miglioramento rappresenta un passo avanti importante. La donna, che viveva sotto costante minaccia, aveva già programmato di denunciare nuovamente il marito proprio il giorno dell’aggressione.
L’aggressione al supermercato Lidl
Il tentato omicidio è avvenuto nel parcheggio del supermercato Lidl di Seriate, dove Daniela era stata pedinata dal marito, nonostante le misure di allontanamento e il divieto di avvicinamento emessi in passato. Prima dell’aggressione, Daniela aveva rassicurato un’amica, scrivendo che si trovava in un luogo affollato e che dopo sarebbe andata dai carabinieri per sporgere denuncia. L’uomo, Daniel Manda, l’ha invece attaccata brutalmente, venendo fermato da alcuni clienti del supermercato e da un militare fuori servizio, Nicola Rea, che è rimasto ferito nel tentativo di bloccarlo.
La posizione giudiziaria di Daniel Manda
Daniel Manda, un autotrasportatore quarantottenne, è accusato di tentato omicidio aggravato e stalking, oltre che di lesioni personali nei confronti del militare intervenuto. Durante l’interrogatorio in carcere, Manda si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il giudice per le indagini preliminari, Lucia Graziosi, ha convalidato l’arresto, sottolineando la “spiccata pericolosità sociale” dell’uomo e la sua incapacità di controllare gli impulsi.
Secondo il gip, l’aggressione è stata chiaramente premeditata. Daniela era stata pedinata già il giorno precedente e, al momento dell’attacco, l’uomo aveva lasciato il cellulare a casa per non essere tracciato. Il giudice ha ritenuto che solo la custodia cautelare in carcere fosse adeguata a garantire la sicurezza delle persone coinvolte.
Un passato di violenza e minacce
Daniel Manda aveva già patteggiato una pena di 2 anni e 4 mesi per maltrattamenti verso la moglie, un procedimento avviato dopo una denuncia del 2023. Le misure restrittive, tra cui l’allontanamento dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento, erano state revocate nell’ottobre 2024 dopo la remissione della denuncia da parte di Daniela. Nonostante ciò, il comportamento ossessivo e minaccioso dell’uomo è proseguito, culminando nell’aggressione del 6 gennaio.
Il coraggio di chi ha fermato l’aggressore
Decisivo per salvare la vita di Daniela è stato l’intervento di tre persone presenti al supermercato, tra cui Stefano Lussana e Nicola Rea. Quest’ultimo, un militare del Terzo Reggimento Aves Aquila di Orio al Serio, ha riportato una ferita all’orecchio e una prognosi di 12 giorni, ma è già tornato operativo in missione all’estero.
Indagini in corso
Le autorità stanno analizzando i cellulari della coppia e dei figli per ricostruire la dinamica dei fatti e le comunicazioni precedenti all’aggressione. Le chat, prevalentemente in lingua romena, saranno tradotte e utilizzate come prove. La vicenda mette in luce ancora una volta l’urgenza di misure efficaci contro la violenza domestica e la protezione delle vittime.