Il dibattito sull’autostrada Bergamo-Treviglio si intensifica mentre si attende di conoscere il progetto definitivo, consegnato ufficialmente dalla società Autostrade Bergamasche a Concessioni autostradali lombarde (Cal) entro il 31 gennaio, dopo diversi rinvii. Il numero dei Comuni contrari all’opera continua ad aumentare, con Pontirolo che si aggiunge alla lista delle amministrazioni che esprimono forti perplessità sulla realizzazione dell’infrastruttura.
Pontirolo cambia posizione: dal sì al no
Nel 2012, durante la conferenza dei servizi, il Comune di Pontirolo aveva espresso parere favorevole al progetto preliminare. Tuttavia, a distanza di tredici anni, l’amministrazione locale ritiene che le condizioni siano cambiate significativamente. Tra i motivi principali della nuova opposizione vengono evidenziati la mancata connessione con Bergamo e con la Pedemontana e i costi elevati dell’opera, stimati in 555 milioni di euro, di cui 146 milioni finanziati dalla Regione.
La decisione è stata presa dopo un tavolo tecnico che ha coinvolto l’amministrazione comunale, le opposizioni e rappresentanti di Coldiretti e del Comitato Ambiente. Durante il confronto, è emerso anche il malcontento per la mancanza di trasparenza sul progetto definitivo, che finora non è stato condiviso con i Comuni interessati.
Otto Comuni contrari, solo quattro favorevoli
Con l’adesione di Pontirolo, il numero di Comuni che si oppongono alla realizzazione dell’autostrada sale a otto su dodici. A schierarsi contro l’infrastruttura sono:
- Osio Sotto
- Osio Sopra
- Stezzano
- Levate
- Verdellino
- Ciserano
- Fara Gera d’Adda
- Pontirolo
Restano favorevoli Treviglio, Dalmine, Boltiere e Casirate d’Adda, ma la maggioranza dei Comuni coinvolti nella tratta sembra ora contraria al progetto. Questo dato mette in discussione la narrativa secondo cui l’autostrada risponderebbe a una richiesta proveniente dal territorio.
Dubbi e critiche sull’opera
Le amministrazioni che si oppongono all’infrastruttura sottolineano che il progetto attuale non risponde più alle esigenze del territorio, soprattutto perché non garantisce più il collegamento diretto con Bergamo. Inoltre, il finanziamento pubblico richiesto per la realizzazione appare sproporzionato rispetto ai benefici attesi, specialmente in un periodo in cui ai Comuni viene chiesto di operare tagli e sacrifici.
L’assenza di un confronto con gli enti locali e la mancata condivisione del progetto definitivo rafforzano le critiche di chi teme un impatto negativo per l’ambiente e per l’economia locale. La questione rimane aperta e il fronte del no sembra destinato a crescere ulteriormente nelle prossime settimane.