Collegamento Colere-Lizzola, il Cai si oppone al progetto

Il Club Alpino Italiano di Bergamo esprime parere negativo sul comprensorio sciistico. Il presidente della Valle Decia, Carlo Zanni, difende l’iniziativa: "Un’opportunità per il futuro".

Il dibattito sul progetto di collegamento tra le stazioni sciistiche di Colere e Lizzola si arricchisce di un nuovo capitolo. Dopo la netta opposizione espressa dalla sottosezione del Cai della Valle di Scalve all’inizio dell’anno, anche la sezione provinciale di Bergamo del Club Alpino Italiano ha preso posizione, esprimendo un parere negativo.

La decisione arriva dopo un confronto interno che ha coinvolto tutte le sottosezioni della provincia, con l’eccezione della Valgandino. Secondo il Cai, il progetto presenta criticità significative, tali da portare l’associazione ad esprimere un giudizio complessivamente sfavorevole. Tuttavia, pur ribadendo la propria contrarietà, il Cai non chiude del tutto al dialogo, auspicando un cambio di prospettiva rispetto all’attuale proposta.

Un investimento da 70 milioni di euro

A difendere il progetto è Carlo Zanni, presidente della società Valle Decia, che controlla Rs Impianti e guida l’iniziativa. L’investimento previsto ammonta a 70 milioni di euro e, secondo i promotori, rappresenta un’occasione di rilancio economico e turistico per le comunità coinvolte.

Zanni sottolinea come l’operazione sia pensata per favorire la crescita dell’area montana, creando nuove opportunità per il territorio. Pur prendendo atto delle critiche sollevate dal Cai, il presidente di Valle Decia ribadisce la disponibilità al confronto, dichiarandosi aperto a un dialogo costruttivo con tutte le parti interessate.

Il dibattito rimane acceso

L’iniziativa di collegamento tra Colere e Lizzola continua dunque a dividere. Da una parte, chi sostiene che il progetto possa rafforzare il turismo invernale e offrire benefici economici alle comunità locali. Dall’altra, chi teme che l’intervento possa avere un impatto ambientale significativo, compromettendo l’equilibrio del territorio montano.

Il confronto tra le parti è destinato a proseguire, con il Cai che chiede maggiore attenzione alle criticità evidenziate e i promotori che difendono l’opera come un investimento per il futuro della valle.

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