Autostrada Bergamo-Treviglio, via al progetto ufficiale: restano le polemiche

Il tracciato definitivo è stato inviato a Roma per la Via. Molti adeguamenti alle richieste dei Comuni, ma le critiche non si placano

Autostrada-A4-Dalmine rampa nuova

Il progetto definitivo dell’autostrada Bergamo-Treviglio è stato trasmesso al Ministero dell’Ambiente per l’avvio della Valutazione di impatto ambientale (Via), un passaggio chiave nell’iter di realizzazione dell’opera. Dopo anni di attesa, incontri e revisioni, il tracciato è ora definito, ma le perplessità da parte di territori e cittadini non si sono affievolite, nonostante l’accoglimento di diverse osservazioni avanzate dai Comuni interessati.

Tracciato lungo 16 km, in trincea o galleria per il 77%

Secondo quanto illustrato durante la riunione del 22 maggio presso l’Ufficio territoriale regionale di Bergamo, alla presenza dell’assessora alle Infrastrutture Claudia Maria Terzi, il progetto prevede un tracciato autostradale di poco più di 16 chilometri, a due corsie per senso di marcia più corsia d’emergenza, realizzato per il 77% in trincea o galleria. Una scelta tecnica pensata per limitare l’impatto paesaggistico e ambientale, in risposta alle istanze espresse dai Comuni.

L’infrastruttura si collegherà da un lato con la rotonda de Le Due Torri di Stezzano, completamento del nuovo casello autostradale di Dalmine, consentendo l’immissione diretta sulla A4. Da lì, scorrendo verso Sud, sono previste le seguenti interconnessioni:

  • a Levate con le provinciali SP 525 e SP 42

  • a Boltiere, nuovamente con la SP 525 e in direzione Zingonia

  • a Treviglio Nord, con la SP 142 e la ex SS 42

  • a Treviglio Ovest, con la SP 11

Arnoldi (Cal): «Per la Via servirà circa un anno»

Gianantonio Arnoldi, amministratore delegato di Cal (Concessioni autostradali lombarde), ha stimato in circa un anno i tempi per ottenere un responso sulla Via, al termine del quale si potrà eventualmente passare alla Conferenza dei servizi. Questo step sarà decisivo per valutare l’effettiva cantierabilità del tracciato e verificare la compatibilità con le normative ambientali vigenti.

Nel frattempo, i Comuni stanno rivalutando le proprie posizioni alla luce delle modifiche apportate, in particolare per quanto riguarda il contenimento dell’impatto acustico, l’attraversamento di aree agricole e la presenza di insediamenti produttivi lungo il percorso.

Le critiche restano, tra ambiente e consumo di suolo

Nonostante le migliorie, le contestazioni non si sono spente. Le principali riguardano il consumo di suolo, i potenziali effetti sulla qualità dell’aria e le ricadute ambientali sull’ecosistema locale. Numerose associazioni ambientaliste e comitati territoriali continuano a esprimere forti dubbi sull’opportunità dell’opera, considerata costosa, impattante e poco coerente con le strategie di mobilità sostenibile.

Tra le richieste ricorrenti, anche l’adozione di forme di mitigazione più incisive, come barriere fonoassorbenti, compensazioni ambientali e il potenziamento del trasporto pubblico, considerato una valida alternativa a una nuova arteria autostradale.

 

Redazione

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