Cinque anni dopo l’emergenza Covid, il ricordo della pandemia è ancora intenso per chi ha vissuto quei momenti in prima linea. Francesco Locati, oggi direttore generale dell’Asst Papa Giovanni XXIII, ma all’epoca alla guida dell’Asst Bergamo Est, ripercorre l’esperienza vissuta nei presidi ospedalieri della Valle Seriana, uno dei territori più colpiti dal virus.
“La pandemia è stata un’esperienza dolorosa, ma ha anche rivelato risorse impensabili”, afferma Locati a L’Eco di Bergamo, sottolineando come la crisi abbia portato alla luce il valore della collaborazione e della medicina di prossimità. La risposta all’emergenza ha richiesto un impegno totale da parte di tutto il personale sanitario, con medici, infermieri e tecnici che si sono trovati ad affrontare una sfida senza precedenti.
Nei momenti più critici, la mancanza di conoscenze e strumenti adeguati ha reso ancora più difficile gestire l’emergenza, costringendo i professionisti a prendere decisioni in tempi rapidissimi. “Non c’era soluzione di continuità, si viveva costantemente al telefono per rispondere alle esigenze cliniche e organizzative. Ogni minuto era prezioso per comprendere meglio il virus e trovare soluzioni efficaci”, racconta Locati.
Tra le lezioni più importanti di quell’esperienza, il direttore evidenzia l’importanza del lavoro di squadra e della capacità di adattamento. La pandemia ha accelerato l’innovazione sanitaria e ha reso evidente la necessità di un sistema di cura più vicino ai cittadini, capace di rispondere con maggiore tempestività alle emergenze.
A distanza di anni, la sfida resta quella di trasformare ciò che si è imparato in un modello di sanità più efficiente e resiliente, facendo tesoro di un’esperienza che ha segnato profondamente il settore sanitario.