Numeri da incorniciare per Foppolo-Carona, che chiuderà la stagione sciistica 2024-2025 con circa 130mila primi ingressi, un dato che riporta lo storico comprensorio dell’alta Val Brembana ai fasti di inizio millennio. Un traguardo che certifica la riuscita del rilancio della località e, in particolare, il successo della riapertura della Val Carisole, tornata a pieno regime dopo anni di stop.
«La riapertura ha dato i suoi frutti», afferma con soddisfazione Marco Calvetti, direttore della stazione di Foppolo. L’unificazione operativa tra Foppolo e Carona, rafforzata dalla scelta del Comune di Carona di rendere obbligatorio lo skipass unico per i futuri gestori, ha prodotto un netto incremento delle presenze. «Già lo scorso anno – spiega Calvetti a L’Eco di Bergamo – solo con Foppolo avevamo avuto numeri incoraggianti. Ora, con il comprensorio riunito, abbiamo ottenuto i risultati che speravamo. E le potenzialità, anche in annate climaticamente difficili, sono enormi».
Il successo è merito anche dell’altitudine favorevole del comprensorio (tra i 1.600 e i 2.200 metri) e dei bacini naturaliche consentono un efficiente sistema di innevamento programmato. Una combinazione che ha permesso alla località di garantire condizioni perfette per tutta la stagione, anche grazie a un mezzo metro di neve artificiale che, unito alle recenti nevicate, consentirà di sciare fino al 6 aprile.
Le piste resteranno aperte tutti i giorni fino al 30 marzo, poi seguirà un’ulteriore apertura straordinaria per il fine settimana del 5 e 6 aprile, offrendo agli appassionati l’opportunità di chiudere la stagione sulla neve in un contesto ancora pienamente invernale.
Ma lo sguardo è già rivolto al futuro. Belmont-Foppolo, la società che gestisce gli impianti di risalita, ha annunciato per l’estate l’avvio dei lavori di sostituzione della seggiovia Montebello. Il nuovo impianto sarà più lungo dell’attualee rappresenta la prima fase di un progetto di rinnovamento volto a consolidare il ruolo di Foppolo come stazione sciistica di riferimento in Lombardia, conservandone il valore storico e al tempo stesso puntando su innovazione e qualità dei servizi.