Medico derubata a Bergamo: l’appello di Rachele per ritrovare gli strumenti di lavoro

Rubati un audiometro e un laringoscopio dal parcheggio vicino alla chiesa di Loreto: senza, la dottoressa non può esercitare la professione. “Per me hanno un valore anche affettivo, aiutatemi a ritrovarli”

Furto nel giorno di Pasqua, colpita un’auto parcheggiata a Loreto

Domenica 20 aprile, giorno di Pasqua, la dottoressa Rachele, medico di Bergamo, subisce un furto che va oltre il semplice danno materiale. L’episodio avviene in via Loreto, all’altezza di piazzale Risorgimento, dove ignoti forzano la sua auto – probabilmente con un “telecomando universale” – e sottraggono due valigette nere contenenti strumenti medici indispensabili per la sua professione: un audiometro Inventis e un laringoscopio.

L’appello su Facebook: “Non posso più lavorare”

Colpita e disorientata, Rachele decide di lanciare un appello pubblico sul gruppo Facebook “Sei di Bergamo se…”, per chiedere aiuto alla comunità. Nel messaggio spiega: “Qualcuno ha aperto la mia macchina e rubato due valigette nere, una rigida rettangolare e una quadrata morbida, contenenti strumenti che mi servono per lavorare. Non ho la possibilità di ricomprarli, mi erano stati ceduti da un medico in pensione, hanno anche un valore affettivo”.

Anche farmaci per il padre invalido tra gli oggetti rubati

Il danno va ben oltre: tra gli oggetti rubati vi erano anche farmaci a base di levodopa, destinati al padre invalido della dottoressa. “A chi li ha presi – scrive – chiedo magari in coscienza di restituirli, perché voi non otterrete niente ma a me avete arrecato un danno enorme”. Gli strumenti sottratti, infatti, sono marchiati con numeri di serie che ne rendono praticamente impossibile la rivendita sul mercato nero, privi di qualsiasi valore commerciale.

La denuncia alla Polizia e l’invito alla solidarietà

La dottoressa ha sporto regolare denuncia presso il comando di polizia di via Coghetti, e invita chiunque notasse valigette nere abbandonate o sospette a segnalarle alle autorità. Il suo messaggio, oltre che un grido d’aiuto, è anche un invito alla coscienza collettiva, affinché un danno così grave e ingiusto possa trovare almeno in parte una riparazione.

Redazione

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