Città Alta cambia rotta: nuove regole per tutelare commercio e identità

Bergamo approva un regolamento per limitare souvenir e fast food e salvare botteghe e artigianato locale

La giunta comunale di Bergamo ha approvato un nuovo provvedimento che segna una svolta per Città Alta e i borghi storici: si tratta del “Regolamento per la valorizzazione del commercio in Città Alta e per la tutela del centro storico, dei borghi e il decoro degli esercizi commerciali”, con l’obiettivo di arginare la proliferazione di attività turistiche standardizzate e sostenere l’artigianato e il commercio tradizionale.

Valorizzazione, tutela e decoro sono le parole chiave del nuovo impianto normativo, pensato per intervenire in una fase di profonda trasformazione urbanistica e commerciale, soprattutto in aree a forte vocazione turistica come Borgo San Leonardo, Borgo Palazzo, Pignolo e Santa Caterina, oltre alla storica Città Alta.

Tra le novità più significative, si segnala il divieto di aprire nuovi depositi bagagli in varie strade dei centri storici, e l’obbligo di mantenere curate le vetrine dei negozi anche se chiusi o sfitti. Quest’ultima norma, fortemente voluta dalla sindaca, punta a contrastare il degrado visivo e a preservare l’identità commerciale dei quartieri storici, dando un segnale di attenzione anche agli immobili temporaneamente inutilizzati.

Il regolamento nasce anche dall’esigenza di riordinare una serie di disposizioni emesse nel corso degli ultimi anni, spesso frammentarie e difficili da applicare in modo omogeneo. Con questo testo, l’amministrazione comunale tenta di dare coerenza normativa a un settore in continua evoluzione, sottolineando come l’attrattività turistica debba andare di pari passo con il rispetto delle tradizioni locali.

La sindaca ha spiegato pubblicamente la filosofia del provvedimento, sottolineando che si tratta di un passo decisivo per garantire un equilibrio tra sviluppo economico e qualità della vita: «Gestiamo una fase cruciale per la città, diventata ormai una meta turistica affermata. Ma crediamo che il vero valore risieda nella capacità di conservare l’identità dei luoghi, delle botteghe e dei suoi abitanti».

Non è mancata, tuttavia, una nota di autocritica: in molti si chiedono se non sia ormai troppo tardi per intervenire in modo incisivo, dopo anni in cui negozi tradizionali hanno lasciato il posto a souvenir, fast food e paninoteche, trasformando profondamente l’aspetto e l’anima delle vie storiche. Ma per l’amministrazione comunale c’è ancora margine per invertire la rotta, anche attraverso il coinvolgimento di cittadini, commercianti e operatori del settore.

Ora resta da vedere come sarà applicato concretamente il regolamento, in che modo verranno effettuati i controlli e quali incentivi saranno previsti per sostenere le attività in linea con le nuove direttive.

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