Il camping San Simone di Isola di Fondra avrà un futuro, grazie all’acquisizione da parte della famiglia torinese Buora, già proprietaria del campeggio Maniva in Val Trompia. La struttura, fondata nel 1984, era a rischio chiusura dopo oltre 40 anni di attività, ma è stata salvata in extremis, con sollievo del Comune, degli operatori turistici locali e soprattutto dei circa 140 campeggiatori che avrebbero dovuto lasciare le piazzole entro la fine di giugno.
Una chiusura evitata all’ultimo
Il campeggio, unico 4 stelle della provincia di Bergamo, si estende su 50mila metri quadrati e può ospitare fino a 600 persone. Dispone di 250 stalli, spazi per tende, maxi caravan e camper, oltre a un centro sportivo, bar e ristorante. La sua chiusura avrebbe rappresentato un colpo durissimo per il turismo della Val Fondra, proprio in una fase di rilancio dell’Alta Valle Brembana.
La decisione di cessare l’attività era arrivata dai soci fondatori a causa di difficoltà gestionali e costi crescenti. Un punto di rottura era stato la scomparsa di Eugenio Campana, uno dei tre soci storici (insieme a Carlo Cerri e Giovanni Panseri), lo scorso gennaio. La gestione era passata alla figlia di Cerri, Paola, che però non ha potuto proseguire l’attività.
Nuova proprietà, nuova gestione familiare
A rilevare la struttura è la famiglia Buora, con Maurizio Buora, imprenditore torinese, alla guida del passaggio e la figlia Sara come futura titolare. L’obiettivo è rilanciare il campeggio mantenendo la vocazione familiare, puntando in particolare su clienti itineranti, come camperisti e roulottisti, anche attraverso eventi e raduni.
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