“Andai perché ci si crede”: il ricordo di Franco Serantini a Casnigo

La storia di un giovane anarchico degli anni settanta e della sua morte ancora inspiegabile: mercoledì sera il reading teatrale nel cortile del Circolo Fratellanza di Casnigo

Un tributo alla vita e alla morte dell’anarchico Franco Serantini

Mercoledì 9 luglio, alle 21, il cortile del Circolo Fratellanza di Casnigo ospiterà un evento speciale della rassegna “A levar l’ombra da terra”. L’incontro, intitolato “Andai perché ci si crede”, sarà dedicato alla figura di Franco Serantini, giovane anarchico la cui tragica morte a Pisa, nel 1972, è ancora avvolta dal mistero e dal dolore. Durante la serata, l’attore Alberto Salvi, autore e protagonista del recital, accompagnerà il pubblico attraverso un reading toccante, supportato dalla musica originale di Luigi Suardi, in una performance che mescola parole e suoni per raccontare la vita e la morte di Serantini.

Una storia di coraggio, giustizia e oppressione

Il titolo dell’evento, “Andai perché ci si crede”, è tratto dal libro “Il sovversivo” di Corrado Stajano e riflette il forte impegno ideologico di Serantini, un giovane che, nonostante le difficoltà e le ingiustizie della vita, ha scelto di credere fermamente nei suoi ideali. Franco, orfano e cresciuto tra riformatori e collegi, trova nel movimento anarchico una causa per cui vivere e lottare. “Andai perché ci si crede” rappresenta il suo impegno e la sua dedizione alle idee che riteneva giuste, che lo portarono ad essere visto come una minaccia dal potere.

La tragica fine di Serantini e la denuncia di uno Stato assente

La vita di Franco Serantini (Cagliari, 16 luglio 1951 – Pisa, 7 maggio 1972) si concluse tragicamente nel 1972 durante una manifestazione a Pisa che sfociò in scontri violenti. Durante la guerriglia urbana tra barricate e lacrimogeni, Franco, innocente e disarmato, venne fermato dalla polizia e brutalmente picchiato. “Viene accerchiato e aggredito da una decina di poliziotti suoi coetanei, tempestato di calci, pugni e manganellate con una ferocia che non risparmia neppure un lembo del suo corpo”. Due giorni dopo, morì nel carcere Don Bosco, senza ricevere cure e senza poter raccontare la sua versione. La sua morte rimane un simbolo di “soprusi, depistaggi e violenza istituzionale”, una vicenda che mette sotto accusa un sistema che non ha mai fatto i conti con le proprie colpe.

Un invito alla riflessione e alla memoria

La serata di “A levar l’ombra da terra” vuole essere anche un’occasione per riflettere sulla memoria storica, sul diritto alla verità e sulla necessità di non dimenticare eventi come quello di Serantini. Come ricordano gli organizzatori, l’evento è un’opportunità di portare alla luce “ciò che è nascosto o dimenticato”: una frase che ben si adatta alla figura di Franco Serantini e al suo sacrificio per le sue convinzioni. Il reading vuole essere un atto di memoria e un invito a mantenere viva la discussione su temi di giustizia e libertà.

Dettagli dell’evento e informazioni pratiche

L’ingresso all’evento è libero e gratuito, ma in caso di maltempo, la serata si terrà nel teatro del Circolo Fratellanza. Un’occasione unica per scoprire una storia importante e spesso dimenticata, in un ambiente raccolto e suggestivo, dove musica e parole si fondono per raccontare il passato e stimolare una riflessione sul presente.

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