Attività storiche in Bergamasca: riconoscimento a 74 realtà tra botteghe, locali e negozi

Premiate da Regione Lombardia le imprese attive da almeno 40 anni: sono l’anima commerciale del territorio

Settantacinque attività commerciali della Bergamasca entrano ufficialmente nell’Albo delle Attività Storiche e di Tradizione di Regione Lombardia. Si tratta di 17 botteghe artigiane, 15 locali e 42 negozi, premiati per aver operato ininterrottamente da almeno quattro decenni, contribuendo in modo significativo alla vita economica, culturale e sociale del territorio.

Il riconoscimento, assegnato dall’assessorato allo Sviluppo economico guidato da Guido Guidesi, si aggiunge alle 591 imprese bergamasche già premiate negli anni precedenti, portando il totale regionale a 4.477 realtà iscritte all’albo: 300 negozi storici, 132 botteghe artigiane e 159 locali.

«Queste imprese sono un presidio fondamentale per le comunità», ha sottolineato Guidesi, «offrono servizi, generano occupazione e contribuiscono alla qualità della vita. Hanno saputo innovarsi nel solco della tradizione, affrontando sfide quotidiane e spesso riuscendo in ricambi generazionali di successo».

Un valore per l’intero tessuto economico

L’iniziativa ha suscitato il plauso delle associazioni di categoria. Antonio Terzi, presidente di Confesercenti Bergamo, ha accolto con entusiasmo l’ingresso di 74 nuove realtà nell’albo: «È un riconoscimento importante, ma servono politiche strutturali per proteggere il commercio di prossimità, che rappresenta un valore culturale ed economico insostituibile». Terzi ha sottolineato l’importanza di bandi e strumenti concreti per sostenere queste imprese in un mercato in profondo cambiamento.

Anche Alessandro Riva, referente di Confcommercio Bergamo, ha evidenziato il significato di questo traguardo: «Premia non solo la storia e la tradizione, ma anche la capacità di adattarsi e rinnovarsi. È un segnale importante in un momento difficile per il settore».

Un gesto simbolico ma concreto

Tra le voci istituzionali, Jonathan Lobati, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, ha evidenziato il valore sociale del provvedimento: «Nei piccoli comuni, negozi e bar sono spesso punti di riferimento e luoghi di aggregazione, oltre che attività economiche». Gli ha fatto eco il collega Michele Schiavi, che ha definito queste imprese come “anima commerciale dei territori”: «Dietro ogni insegna storica ci sono storie di famiglia, passaggi generazionali e maestria artigiana. Difenderle significa custodire l’identità dei quartieri e dei paesi lombardi».

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