Controlli serrati in Città Alta, lungo la Corsarola, dove la Polizia annonaria ha sanzionato sei attività per la mancata esposizione del prezzo al chilo o al litro accanto a quello di vendita. Le multe, da 1.000 euro ciascuna, sono scattate per prodotti comuni come caramelle, acqua in bottiglietta, biscotti e vino.
La normativa europea e il Codice del Consumo italiano obbligano i commercianti a indicare il prezzo per unità di misura, così da garantire la trasparenza e consentire ai clienti di confrontare i prodotti. Una regola in vigore da anni, spesso trascurata nei controlli, ma che negli ultimi mesi viene applicata con più rigore: «È una tutela per il consumatore, non una scelta opzionale», spiegano dal Comune di Bergamo.
La protesta dei commercianti
Gli esercenti parlano invece di «accanimento». Leonardo Valente de La Caramellaia denuncia a L’Eco di Bergamo: «Mi hanno multato perché non c’era il prezzo al litro su bibite da 0,70 ml, pur avendo il prezzo chiaramente esposto. È paradossale». Stesso malumore al Mercato Equo e Solidale, dove i volontari raccontano di aver ricevuto la sanzione nonostante la cura nel rispettare le regole.
Palazzo Frizzoni: «Nessuna caccia alle streghe»
Il Comune respinge le accuse: «Non c’è un focus solo su Città Alta – chiariscono dalla Polizia locale –. Dall’inizio del 2025 sono già 26 le attività multate in tutta la città, da via Paglia a via Zanica. Parliamo di una norma chiara, che ogni professionista deve conoscere e rispettare».