Bergamo si conferma tra le province italiane con la migliore qualità della vita, classificandosi quinta nell’edizione 2025 dell’indagine annuale del Sole 24 Ore, ma il risultato brillante è accompagnato da un dato allarmante: la forte disuguaglianza nella distribuzione del reddito, che pone il territorio al penultimo posto nazionale per equità economica.
Il report, che analizza 15 indicatori legati a benessere, servizi, ambiente, lavoro e ricchezza, fotografa una provincia in salute dal punto di vista generale, ma evidenzia una frattura sociale profonda. Se la fascia più bassa della popolazione percepisce mediamente circa 1.000 euro al mese, quella più alta arriva a 21.000 euro mensili. Una differenza che ricalca le dinamiche tipiche di economie fortemente polarizzate, come quella statunitense.
Il divario tra le classi sociali a Bergamo è tra i più marcati d’Italia, un elemento che stride con l’immagine di territorio produttivo, organizzato e capace di attrarre investimenti. La fotografia del quotidiano economico conferma così un benessere diffuso, ma non equamente distribuito, con zone in cui il reddito medio resta molto basso e fragilità sociali in crescita, specialmente nelle aree più periferiche della provincia.
Un territorio che cresce, ma non per tutti
La provincia orobica conta oltre 1,1 milioni di abitanti, distribuiti tra la fascia alpina, le valli e la pianura. Il risultato complessivo della classifica parla di una Bergamo che funziona, anche se è scivolata dal primo al quinto posto in un anno. I primi quattro gradini del podio sono occupati da Trento, Bolzano, Udine e Bologna, che si confermano poli d’eccellenza sotto più profili.
Bergamo totalizza 612,1 punti, contro i 648 di Trento. Un distacco contenuto, che riflette però piccole carenze strutturali. In particolare, mentre altre città sono riuscite a ridurre le disuguaglianze sociali, a Bergamo l’equilibrio si è spezzato, con l’acuirsi del divario tra chi ha molto e chi ha pochissimo.
Gli ospedali? Eccellenza nazionale
Tra le note positive, la provincia primeggia per la qualità e l’autosufficienza del sistema sanitario. Bergamo è prima in Italia per minore emigrazione ospedaliera, cioè per il numero di cittadini che scelgono di curarsi in strutture fuori provincia. Un dato che conferma l’efficienza degli ospedali bergamaschi, sia per capacità che per qualità dei servizi.
Una scalata altalenante
Osservando l’andamento storico nella classifica del Sole 24 Ore, Bergamo ha vissuto oscillazioni significative negli ultimi 25 anni: era all’80° posto nel 1998, al 13° nel 2003, 60° nel 2008, risalita al 5° nel 2023, fino al primato del 2024e l’attuale quinta posizione. Una progressione non sempre lineare, che invita a una lettura critica delle statistiche e a valutazioni più approfondite dei singoli parametri.