Bergamo entra ufficialmente nella top 100 delle città più congestionate al mondo. A rivelarlo è il Rapporto Inrix 2025, studio internazionale sulla mobilità urbana che analizza i tempi di percorrenza reali nei principali centri abitati. La città orobica si piazza al 96° posto nel ranking globale e al quarto in Italia, preceduta solo da Roma, Milano e Brescia. Un dato che riflette una crescente criticità nei flussi di traffico urbani, aggravata dall’aumento dell’uso dell’auto privata e dall’inadeguatezza infrastrutturale.
55 ore perse all’anno: traffico in crescita del 10% rispetto al 2024
Secondo il report, ogni automobilista bergamasco spreca in media 55 ore all’anno imbottigliato nel traffico, con un incremento del 10% rispetto all’anno scorso e del 17% rispetto al 2023. Si tratta di tempo calcolato confrontando i tempi effettivi di percorrenza con quelli ideali in condizioni di traffico fluido, attraverso il Travel Time Index e il Planning Time Index. Particolarmente significativo è anche il dato sulla velocità media percorsa sull’ultimo miglio verso il centro città: appena 11 miglia orarie, ossia poco meno di 18 km/h, una delle più basse d’Italia, superata in lentezza solo da Bari e Palermo.
Un problema che riguarda tutta l’Italia urbana
La classifica Inrix riportata da Bergamonews segnala un aumento generalizzato della congestione nelle aree urbane italiane, segnale di un sistema mobilità in difficoltà. Oltre a Roma, che si conferma la capitale del traffico con il primo posto nazionale, il report evidenzia come le città lombarde occupino posizioni rilevanti: Milano, Brescia e Varese, tutte presenti nei primi posti, mostrano chiaramente come la Pianura Padana sia una delle zone più colpite dal fenomeno. Il problema è strutturale e diffuso, legato a un elevato utilizzo del mezzo privato, alla mancanza di alternative efficienti nel trasporto pubblico locale e alla carenza di infrastrutture adeguate per biciclette e mezzi sostenibili.
Traffico, qualità dell’aria e incidentalità: un quadro preoccupante
Il traffico non è l’unico indicatore critico per Bergamo. I dati sulla qualità dell’aria sono altrettanto allarmanti: la città è al 361° posto su 375 nel report dell’Agenzia Europea dell’Ambiente, segnalando livelli elevati di inquinamento. A peggiorare il quadro, anche un incremento degli incidenti stradali mortali, che negli ultimi dieci anni hanno raggiunto un picco mai visto, nonostante il nuovo Codice della Strada. Congestione, inquinamento e incidentalità rappresentano un trittico che mette in discussione la sostenibilità urbana e la sicurezza stradale, alimentando un circolo vizioso che colpisce in modo particolare pendolari, lavoratori e residenti nelle zone centrali.
Una qualità della vita alta, ma con contraddizioni
Nonostante i numeri negativi sulla mobilità e sull’ambiente, Bergamo continua a godere di una reputazione positiva in termini di qualità della vita. Dopo aver conquistato il primo posto nella classifica 2024 del Sole 24 Ore, la città rimane tra le prime cinque anche nel 2025, grazie a indicatori come occupazione, servizi sanitari, sicurezza e cultura. Tuttavia, il divario tra qualità percepita e qualità ambientale reale solleva interrogativi sulla sostenibilità futura. La necessità di investire in trasporti pubblici più efficienti, reti ciclabili sicure e incentivi alla mobilità alternativa è sempre più urgente per mantenere gli standard di vivibilità ed evitare un peggioramento della situazione.