La spesa farmaceutica in Bergamasca: trend in crescita
Nel 2025, la spesa farmaceutica totale nella provincia di Bergamo ha raggiunto la cifra di 450,3 milioni di euro, segnando un incremento del 5,7% rispetto all’anno precedente. Questo aumento riflette una crescita di 24 milioni di euro, con un incremento significativo rispetto al biennio precedente. Un’analisi dell’Ats di Bergamo, elaborata dal Servizio Farmaceutico Territoriale, ha confermato che il trend locale segue il medesimo andamento a livello nazionale. La spesa complessiva comprende tre principali voci: farmaci ospedalieri, farmaci della farmaceutica territoriale convenzionata e la distribuzione per conto, ovvero la distribuzione tramite farmacie dei farmaci acquistati dall’Ats.
Oncologia e farmaci innovativi: la spesa farmaceutica ospedaliera
Il settore che assorbe la maggior parte della spesa è quello della farmaceutica ospedaliera, che nel 2025 ha toccato i 210 milioni di euro, con un incremento rispetto ai 197,8 milioni del 2024. L’utilizzo di farmaci innovativi e costosi, come il daratumumab per il trattamento del mieloma multiplo, è uno dei principali fattori che hanno spinto verso l’alto questi costi. In particolare, il daratumumab ha avuto una spesa di oltre 10 milioni di euro, risultando il farmaco più costoso in questa categoria. L’oncologia, in generale, rappresenta il 50% di questa spesa, con altri trattamenti costosi relativi a malattie come la sclerosi multipla, l’HIV e alcune malattie rare.
I nuovi antidiabetici e l’aumento della spesa farmaceutica territoriale
Un altro capitolo rilevante nella crescita della spesa farmaceutica è rappresentato dai farmaci della farmaceutica territoriale convenzionata, che nel 2025 ha visto un incremento di quasi 12 milioni di euro, raggiungendo un totale di 196 milioni. L’aumento è dovuto principalmente all’introduzione di nuovi farmaci antidiabetici, per i quali si registra un uso crescente da parte dei pazienti. Questa categoria di farmaci ha avuto un impatto significativo sul bilancio della spesa farmaceutica, a fronte di un ricorso sempre più ampio a questi trattamenti.
Cronicità e politerapie: un fattore di spesa determinante
La crescente incidenza delle cronicità e delle politerapie ha un impatto diretto sull’aumento della spesa. In provincia di Bergamo, circa il 36,4% della popolazione residente soffre di una patologia cronica, con un aumento del 18% dal 2019 al 2024. Tra coloro che soffrono di cronicità, il 38,1% è affetto da due o tre patologie simultanee. L’assunzione di più farmaci da parte di questi pazienti, che devono seguire terapie quotidiane complesse, è un fattore determinante nell’aumento dei costi. Inoltre, a livello nazionale, il 28,3% degli over 65 assume più di dieci molecole (principi attivi) diversi, il che contribuisce a una crescita esponenziale della spesa farmaceutica.
Il ruolo del medico curante e l’appropriatezza prescrittiva
Uno degli aspetti cruciali nella gestione delle cronicità è l’appropriatezza prescrittiva. La difficoltà di gestire terapie complesse, soprattutto quando non c’è una supervisione adeguata da parte del medico curante, può portare a sovrapposizioni di terapie o all’assunzione di farmaci non necessari. A tal proposito, il Servizio Farmaceutico Territoriale dell’Ats di Bergamo sta lavorando per ottimizzare l’uso dei farmaci, creando modelli di ambulatori dedicati alla revisione delle terapie. È stato anche sottolineato il valore del farmacista, che, sulla base degli acquisti del paziente, potrebbe aiutare il medico curante a monitorare potenziali interazioni farmacologiche.
L’invecchiamento e l’impennata della spesa farmaceutica
L’invecchiamento della popolazione rappresenta uno dei principali fattori che contribuiscono alla crescente spesa farmaceutica. Con l’aumento dell’età media, cresce anche il numero di persone affette da malattie croniche, il che comporta un maggiore consumo di farmaci. In particolare, gli anziani sono spesso soggetti a politerapie, dove la gestione dei farmaci diventa complessa. Questo fenomeno è particolarmente evidente in Bergamasca, dove la percentuale di residenti con cronicità è elevata. La gestione di queste patologie e l’ottimizzazione delle terapie sono diventati temi centrali per ridurre l’impatto economico sulle casse del Servizio Sanitario Nazionale.
Gli antibiotici e i limiti del “deblistering”
Un risultato positivo riguarda l’uso consapevole degli antibiotici, grazie alla rete di collaborazione tra i medici di medicina generale e il Servizio Farmaceutico Territoriale. Questo ha portato a una maggiore appropriatezza nelle prescrizioni, fondamentale per contrastare il rischio di antibiotico resistenza. Tuttavia, persistono alcune problematiche, come la questione del “deblistering”, che consente di fornire ai pazienti confezioni personalizzate di farmaci. Questo approccio potrebbe ridurre gli sprechi e rendere più facile il compito dei caregiver, ma è ostacolato da limiti normativi che ne impediscono una diffusione su larga scala.
Tabellino dei dati
Spesa farmaceutica totale: 450,3 milioni di euro (2025)
Aumento rispetto al 2024: +5,7%
Principali voci di spesa:
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Farmaci ospedalieri: 210 milioni di euro (2025)
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Farmaci territoriali convenzionati: 196 milioni di euro (2025)
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Distribuzione per conto: 44,4 milioni di euro (2025)
Proporzione di residenti con cronicità: 36,4%
Residenza con due o tre patologie: 38,1%
Antibiotici: Uso più appropriato, con focus su resistenza.