Un business quotidiano da capogiro, fino a 20mila euro al giorno, al centro di un sistema di spaccio radicato e strutturato nel cuore del Parco del Serio. A guidarlo, secondo un’inchiesta supportata da testimonianze dirette e da recenti arresti, sarebbe un cittadino marocchino irregolare, noto come “il Lungo”, figura centrale di un’organizzazione che si muove tra Grassobbio, Zanica e la Basella di Urgnano, trasformando aree verdi e frequentate in snodi strategici del traffico di droga nella Bergamasca.
La “sosta” è il nome in codice di una piazzola lungo la ex statale 591, a ridosso dei campi e di un distributore, dove ogni giorno clienti da tutta la provincia (e oltre) si recano per acquistare eroina e cocaina. Gli scambi avvengono in pochi secondi: i “cavallini” – pusher al dettaglio – emergono dai cespugli, consegnano la dose e spariscono. Il contatto non avviene mai con loro, ma con il capo, che gestisce telefonicamente l’agenda degli appuntamenti e coordina la rete composta da almeno quattro spacciatori e un palo.
La logistica dello spaccio è curata nei minimi dettagli: gli spacciatori si muovono in bicicletta, pronte vie di fuga in caso di controlli. Lo dimostra l’arresto di uno di loro, 30 anni, avvenuto lunedì scorso durante un blitz dei carabinieri in bicicletta. Con sé aveva oltre 2.400 euro in contanti, dosi di eroina e cocaina e una pistola con munizioni.
Il sistema è radicato e consolidato da anni. Le sostanze, portate in zona in panetti da un chilo, vengono sotterrate in più punti del parco insieme ad armi. Vengono poi suddivise sul posto, tagliate (di solito con mannite) e vendute in base alla qualità. Eroina e cocaina dominano il mercato locale: l’eroina, chiamata in gergo “caffè”, è venduta a 20 euro al grammo, mentre la cocaina (“latte”) costa tre volte tanto.
Il giro d’affari è impressionante. Nei giorni “normali” si parla di incassi tra i 6.000 e i 10.000 euro, ma nei periodi di maggiore afflusso si può arrivare anche a 30.000 euro al giorno, come durante la pandemia. Di questi guadagni, circa il 60% serve a ripagare i fornitori, che consegnano la droga in conto vendita, a testimonianza della fiducia nel sistema gestito dal “Lungo”.
I clienti sono centinaia ogni giorno, spesso contattati attraverso vecchi telefoni Nokia con funzioni base, solo chiamate e SMS. L’organizzazione è attiva dalle 10 del mattino fino a mezzanotte, senza sosta nemmeno nei giorni festivi.
I soldi, una volta incassati, vengono in parte reinvestiti in Marocco, dove il denaro giunge tramite attività commerciali compiacenti. Secondo le ricostruzioni, vengono acquistate case, auto di lusso e intere piantagioni di arance.
Il “Lungo” mantiene un profilo basso, si sposta tra abitazioni in Valle Seriana, ospite di clienti compiacenti. A volte, riceve anche supporto logistico da “segretarie” che in cambio di dosi gestiscono per lui contatti e appuntamenti.
Il Parco del Serio si trova così stretto in una morsa silenziosa ma costante, che coinvolge aree frequentate anche da famiglie, sportivi e appassionati della natura. Uno scenario inquietante che, pur essendo noto, è difficile da smantellare in modo definitivo, vista la mobilità e la discrezione con cui operano i membri dell’organizzazione.