Tutti assolti i tre imputati per la morte di Christian Chessa, il 23enne di Mozzanica deceduto in un incidente stradale a Treviglio nel 2020. Il ragazzo si era schiantato con la sua Kawasaki Ninja 600 contro i new jersey in cemento della nuova rotatoria all’altezza dell’ospedale cittadino. Si stava recando al lavoro alla Same per il turno del mattino quando, alle 6 del 12 ottobre, perse il controllo del mezzo: nonostante l’intervento chirurgico all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, non sopravvisse.
A distanza di oltre tre anni dall’incidente, il procedimento penale si è concluso con il proscioglimento degli imputati: Elio e Fabio Del Bono, rispettivamente presidente e amministratore della ditta bresciana incaricata della realizzazione della rotatoria, e l’architetto Davide Marchesi, coordinatore della sicurezza del cantiere. Il Gup Beatrice Purita ha disposto il non luogo a procedere “perché il fatto non sussiste”.
Il caso aveva portato all’apertura di un’inchiesta per omicidio stradale, condotta inizialmente dalla pm Raffaella Latorraca e poi portata in aula dal collega Giancarlo Mancusi, che aveva chiesto il rinvio a giudizio dei tre imputati. L’attenzione si era concentrata su presunte irregolarità nel cantiere: illuminazione carente, segnaletica non conforme, presenza di new jersey in cemento ritenuti “inopportuni” dal consulente della Procura, l’ingegnere Paolo Panzeri.
Secondo l’accusa, l’impatto sarebbe stato meno grave senza quelle barriere in cemento, ma i difensori – Loretta Pelucco, Alessandro Pasta e Alex Belotti – hanno ribattuto che tali dispositivi erano necessari per proteggere gli operaie che, senza di essi, la sicurezza del cantiere sarebbe stata compromessa. Le barriere in plastica, ha ricordato la difesa, sono destinate alla sola canalizzazione del traffico.
Altro punto sollevato dagli avvocati è stato il comportamento alla guida del ragazzo, ritenuto non prudente, oltre alla non responsabilità diretta dei vertici aziendali nella gestione quotidiana del cantiere, difficile da monitorare costantemente in realtà operative complesse e articolate.
Né la madre del giovane, Simona Passoni, né altri familiari si sono costituiti parte civile, e con le compagnie assicurative è stato già raggiunto un accordo per il risarcimento. Il procedimento penale si chiude dunque senza condanne né rinvii a giudizio, e anche il fronte civile si considera concluso.
Frase chiave: Per la morte di Christian Chessa, 23 anni, schiantatosi contro i new jersey di una rotatoria a Treviglio, il Gup ha assolto tutti gli imputati: “il fatto non sussiste”.
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