San Paolo d’Argon, viola il divieto con il braccialetto: ai domiciliari

Il 37enne aveva già il divieto di avvicinamento dopo la denuncia dell’ex compagna

 Il braccialetto elettronico non è bastato a fermarlo. Dopo ripetute violazioni del divieto di avvicinamento all’ex compagna, un uomo di 37 anni residente a San Paolo d’Argon è stato posto agli arresti domiciliari. Il provvedimento è stato eseguito dai carabinieri della stazione di Trescore Balneario su disposizione dell’autorità giudiziaria.

La misura cautelare più restrittiva è scattata a seguito della segnalazione di diverse inosservanze delle prescrizioni imposte dal giudice. L’uomo, già noto alle forze dell’ordine, era sottoposto al divieto di avvicinamento con applicazione del braccialetto elettronico, dispositivo che si attiva nel momento in cui viene superata la soglia minima di distanza fissata in 500 metri dalla persona offesa.

L’intera vicenda aveva preso avvio il 22 giugno 2025, quando una donna di 28 anni si era rivolta ai carabinieri di Martinengo per denunciare una situazione di maltrattamenti protratta, secondo quanto riferito, per circa tre anni. La giovane aveva raccontato di essere stata vittima di reiterate violenze fisiche e psicologiche da parte del compagno convivente, descrivendo un clima di sopraffazione costante.

Tra gli episodi segnalati anche un’aggressione avvenuta pochi giorni prima della denuncia, che aveva richiesto il ricorso alle cure mediche. In quell’occasione, la donna aveva ottenuto una prognosi di alcuni giorni. Gli accertamenti successivi, coordinati dalla Procura competente, avevano portato il giudice per le indagini preliminari a disporre, il 18 agosto 2025, la misura del divieto di avvicinamento con controllo elettronico.

Il braccialetto, strumento introdotto per garantire una maggiore tutela alle vittime di violenza domestica e di genere, segnala automaticamente alle forze dell’ordine eventuali violazioni delle distanze imposte. In questo caso, i militari hanno documentato plurimi avvicinamenti non autorizzati, trasmettendo le relazioni all’autorità giudiziaria.

Alla luce delle ripetute inosservanze, il giudice ha disposto l’aggravamento della misura cautelare, sostituendo il divieto di avvicinamento con gli arresti domiciliari. Una decisione motivata dall’esigenza di tutelare la persona offesa e prevenire ulteriori condotte persecutorie o violente.

Il provvedimento rappresenta un passaggio significativo nella gestione dei casi di maltrattamenti in ambito familiare, dove il rispetto delle misure cautelari è considerato elemento essenziale per garantire la sicurezza della vittima. La violazione delle prescrizioni imposte dal giudice può infatti comportare un immediato inasprimento delle restrizioni, come avvenuto in questo caso.

L’uomo si trova ora agli arresti domiciliari in attesa degli sviluppi del procedimento penale a suo carico. Proseguono nel frattempo le attività investigative e di monitoraggio da parte delle forze dell’ordine, con l’obiettivo di assicurare il rispetto delle disposizioni e la tutela della donna.

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