A oltre due anni e mezzo dall’interruzione, l’orizzonte della riapertura resta incerto e le ultime comunicazioni di Rfi aggiungono un nuovo elemento di preoccupazione.
In una comunicazione inviata lunedì al Comune e alla Provincia di Bergamo, Rfi ha infatti spiegato che l’attuale situazione non rende plausibile, allo stato attuale, la conclusione dei cantieri entro il 2027. La società ha inoltre comunicato di aver presentato al Collegio consultivo tecnico una richiesta di risoluzione del contratto con l’impresa esecutrice, nell’ambito delle iniziative finalizzate al rispetto degli obblighi contrattuali e al completamento delle opere.
Il nodo dell’appalto
I lavori interessano sia il raddoppio della tratta Bergamo-Ponte San Pietro sia il collegamento ferroviario tra Bergamo e l’aeroporto di Orio al Serio. L’appalto è affidato al raggruppamento composto da D’Agostino Angelo Antonio Costruzioni Generali e Se.Ge.Co.
Le difficoltà, secondo il quadro ricostruito, non sarebbero emerse soltanto nelle ultime settimane. La complessità del progetto, le interferenze con un territorio densamente urbanizzato e la contemporanea presenza di altri grandi cantieri hanno contribuito al rallentamento delle opere.
Già a giugno Rfi aveva posto l’impresa sotto osservazione, dopo aver rilevato un avanzamento complessivo dei lavori intorno al 25%, lasciando aperta la possibilità di intervenire sul contratto qualora non fosse arrivata un’accelerazione.
L’impatto sulla mobilità
La chiusura della ferrovia ha inevitabilmente trasferito una parte consistente degli spostamenti sulla rete stradale.
L’Isola bergamasca conta circa 140 mila abitanti e oltre 44 mila addetti, con circa 39 mila movimenti quotidiani in uscita e quasi 53 mila in entrata. Solo una parte di questi spostamenti viene effettuata attraverso il trasporto pubblico, mentre la quota maggiore grava sulla viabilità.
Il sindaco di Bonate Sopra, Matteo Rossi, sintetizza la situazione parlando di un territorio che “soffoca nel traffico” e chiede interventi immediati sulla mobilità, a partire dal potenziamento del trasporto pubblico.
Tra le proposte figura anche un intervento sull’ingresso all’asse interurbano dalla Sp 155, mentre sul lungo periodo vengono richiamate la variante Terno-Calusco, la dorsale dell’Isola e il proseguimento del raddoppio ferroviario oltre Curno fino a Carnate.
Il servizio sostitutivo e gli studenti
Il sindaco di Terno d’Isola, Gianluca Sala, sottolinea invece il ruolo svolto dagli autobus sostitutivi nel contenere almeno una parte delle difficoltà, soprattutto per gli studenti.
Il problema resta però legato alla pressione crescente sulla rete stradale. Per questo Sala propone anche una maggiore differenziazione degli orari di ingresso e uscita dalle aziende, così da distribuire i flussi durante la giornata.
L’idea è quella di coinvolgere il sistema produttivo nella gestione della mobilità, evitando che la concentrazione degli spostamenti nelle stesse fasce orarie aumenti ulteriormente la congestione.
I Comuni chiedono certezze
Ad Ambivere, il sindaco Vittorio Leoni evidenzia il prezzo sostenuto dal territorio durante gli anni di chiusura.
Pendolari, studenti e famiglie hanno dovuto fare i conti con cambi di mezzo, autobus sostitutivi e tempi di percorrenza più lunghi e meno prevedibili. Alle difficoltà individuali si sono aggiunti, secondo il primo cittadino, gli effetti sulla viabilità e sull’intero sistema economico.
Leoni non mette in discussione il raddoppio ferroviario, ma chiede che l’opera venga completata e che ai territori venga fornita maggiore certezza sui tempi.
Anche il sindaco di Pontida, Davide Cantù, richiama la necessità di evitare ulteriori ritardi e chiede a Rfi e al Ministero delle Infrastrutture di garantire tempi definiti per la ripresa delle attività.
Venerdì il tavolo urgente
Il quadro sarà al centro di un tavolo urgente convocato per venerdì 2 ottobre da Comune di Bergamo e Provincia.
All’incontro sono stati invitati i diversi livelli della politica bergamasca, con l’obiettivo di affrontare la situazione dei cantieri e le ricadute sulla mobilità.
Il sindaco di Ponte San Pietro e consigliere provinciale Matteo Macoli chiede un cambio di passo, sottolineando come le comunità interessate abbiano già sopportato a lungo i disagi.
Anche Bergamo e Orio attendono risposte
Le conseguenze dei ritardi non riguardano soltanto la tratta ferroviaria.
A Bergamo, Rfi ha comunicato nuovi slittamenti per alcune opere viabilistiche collegate ai cantieri: l’apertura del secondo fornice del sottopasso di via San Bernardino, destinato a consentire il doppio senso di marcia, è stata spostata a Natale, mentre la ricostruzione del ponte di via dei Caniana è prevista per metà gennaio 2027.
C’è poi il collegamento ferroviario con Orio al Serio, i cui lavori sono iniziati nel secondo semestre del 2023. Anche questo progetto ha registrato un allungamento delle tempistiche.
Il sindaco di Orio, Alessandro Colletta, ha evidenziato le possibili ripercussioni sulla viabilità dell’area dello scalo, già caratterizzata da una forte pressione del traffico.
Un’attesa che continua
Il progetto ferroviario Bergamo-Ponte San Pietro avrebbe dovuto restituire al territorio un’infrastruttura più moderna e potenziare i collegamenti con Bergamo, l’Isola, Lecco e l’aeroporto.
Il calendario originario indicava dicembre 2026 come termine per la riattivazione della linea, ma le ultime informazioni comunicate da Rfi rendono quella scadenza non compatibile con il quadro attuale.
Ora, oltre alla data della riapertura, bisognerà comprendere quale sarà il futuro dell’appalto qualora la richiesta di risoluzione del contratto dovesse portare alla sostituzione dell’impresa esecutrice.
Per amministratori e cittadini resta quindi la stessa domanda: quando torneranno a circolare i treni tra Bergamo e Ponte San Pietro?
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