Martina Bagnoli, direttrice dell’Accademia Carrara, ha formalizzato le sue dimissioni, un atto che potrebbe segnare la fine del suo incarico dopo soli otto mesi. La notizia, pur non completamente inattesa, scuote il panorama culturale di Bergamo, dove si era già discusso delle difficoltà nella collaborazione tra la direttrice e il general manager Gianpietro Bonaldi. La situazione si era deteriorata in modo significativo negli ultimi mesi, con visioni contrastanti sulla gestione del museo e delle sue attività . Nonostante gli sforzi della sindaca Elena Carnevali e dell’assessore alla Cultura Sergio Gandi, la frattura sembra ormai irreversibile.
Carrara, dimissioni di Bagnoli: parola al CdA
Il consiglio d’amministrazione della Fondazione Accademia Carrara, presieduto dalla stessa sindaca, ha espresso in una nota ufficiale la propria intenzione di continuare a lavorare per trovare una soluzione. L’obiettivo dichiarato è quello di garantire un clima di collaborazione tra le figure apicali dell’istituzione. Tuttavia, la distanza tra Bagnoli e Bonaldi pare ormai troppo grande per essere colmata. Nei giorni precedenti le dimissioni, si sono susseguiti numerosi incontri per cercare di mediare, ma senza successo.
Le divergenze col gm Bonaldi
Le divergenze tra i due responsabili principali del museo sembrano essere radicate in una gestione manageriale di Bonaldi, che ha guidato l’Accademia Carrara verso una serie di successi negli ultimi anni. Bonaldi è stato confermato nel suo ruolo di general manager appena un anno fa dal sindaco Giorgio Gori e ha portato avanti una politica di aperture a nuovi eventi e sponsorizzazioni, culminata con la designazione di Bergamo a Capitale della Cultura. Tuttavia, questa impostazione ha spesso limitato lo spazio per le proposte della direttrice Bagnoli, scelta per la sua vasta esperienza internazionale in ambito museale, con incarichi passati in Inghilterra e negli Stati Uniti.
Con Bagnoli un solo evento
Nonostante la sua preparazione, la gestione di Martina Bagnoli non ha ancora lasciato un segno evidente nella programmazione della Carrara. La mostra “Napoli a Bergamo”, chiusa lo scorso settembre, è stato l’unico evento significativo promosso sotto la sua direzione. Proprio il mancato supporto alle sue iniziative, ritenuto da Bagnoli una limitazione al suo operato, è stato uno dei motivi principali che hanno portato alla sua decisione di dimettersi.
La Carrara, i Giardini e la mediazione
Le dimissioni arrivano in un momento delicato per l’Accademia Carrara. A un mese dall’inaugurazione dei nuovi giardini e pochi giorni dopo un ulteriore tentativo di mediazione tra le parti, il consiglio d’amministrazione della Fondazione deve ora decidere se accettare le dimissioni o tentare un’ultima mediazione. I prossimi giorni potrebbero essere decisivi, con una possibile nuova convocazione della direttrice per discutere il futuro della sua collaborazione.
Verso una nuova figura?
Il clima che si respira all’interno dell’Accademia è tutt’altro che sereno, con le prospettive di una risoluzione che appaiono sempre più difficili. Il Cda sta lavorando anche fuori dalle normali sedi per cercare una soluzione che eviti quella che sarebbe percepita come una sconfitta, dopo i traguardi raggiunti nell’ultimo anno e mezzo sotto la guida di Bonaldi. Se le dimissioni di Bagnoli venissero accettate, sarebbe necessario avviare un nuovo processo di selezione per trovare una figura capace di proseguire il rilancio del museo, nonostante le sfide interne.
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