Giro d’Italia 2027, possibile arrivo ai Piani di Bobbio dalla Val Brembana

La quattordicesima tappa della corsa rosa potrebbe concludersi il 22 maggio sulle montagne tra Bergamo e Lecco. Attesa per il 3 novembre la presentazione ufficiale del percorso

Il Giro d’Italia 2027 punta sulle montagne tra Bergamo e Lecco

Il Giro d’Italia 2027 potrebbe riportare il grande ciclismo sulle strade della Val Brembana con una tappa di montagna destinata a concludersi ai Piani di Bobbio, nel territorio di Barzio, in provincia di Lecco. L’appuntamento sarebbe fissato per sabato 22 maggio 2027, in occasione della quattordicesima frazione della corsa rosa, mentre la conferma del tracciato è attesa per martedì 3 novembre 2026, quando a Roma sarà presentato ufficialmente il percorso. L’ipotesi prevede un finale particolarmente impegnativo, con l’ascesa decisiva da Olmo al Brembo attraverso la Val Stabina, Valtorta e Ceresola, prima di raggiungere il comprensorio sciistico a quasi 1.700 metri di altitudine.

La candidatura dei Piani di Bobbio rappresenterebbe una novità assoluta per la competizione, che non ha mai affrontato questa salita come arrivo di tappa. Sebbene il traguardo ricadrebbe amministrativamente nel Lecchese, gran parte degli ultimi chilometri si svilupperebbe in provincia di Bergamo, coinvolgendo direttamente diversi comuni della valle.

Al momento si tratta di indiscrezioni ancora prive di conferma ufficiale. La presentazione romana del 3 novembre permetterà di conoscere l’effettiva presenza della frazione nel programma e le caratteristiche del percorso scelto dagli organizzatori.

Da Olmo al Brembo a Ceresola, una salita con pendenze fino al 12%

L’elemento più interessante dell’eventuale tappa sarebbe rappresentato dall’ultima ascesa, un itinerario capace di alternare tratti relativamente scorrevoli a rampe decisamente più impegnative.

Il percorso prenderebbe avvio da Olmo al Brembo, dove i corridori imboccherebbero la strada diretta verso la Val Stabina. Attraversato il territorio di Cassiglio, il gruppo raggiungerebbe il caratteristico laghetto, nei pressi del quale si troverebbe la prima difficoltà significativa.

Subito dopo lo specchio d’acqua, infatti, la strada presenta circa 700 metri con pendenze che raggiungono il 12%, un tratto che potrebbe già provocare un primo allungamento del gruppo.

La situazione cambierebbe temporaneamente nei chilometri successivi, caratterizzati da inclinazioni più contenute, generalmente comprese tra il 3 e il 4%.

Le difficoltà maggiori tornerebbero però dopo l’ingresso nell’abitato di Valtorta, da cui inizierebbe una salita più regolare e impegnativa.

Per raggiungere Ceresola, frazione situata nel territorio comunale di Valtorta, i corridori dovrebbero affrontare altri quattro chilometri prima di imboccare l’ultimo segmento verso i Piani di Bobbio.

La parte conclusiva costeggerebbe le piste del comprensorio sciistico e condurrebbe la carovana a un’altitudine prossima ai 1.700 metri, rendendo l’arrivo potenzialmente determinante per gli equilibri della classifica generale.

Strade e infrastrutture, gli interventi necessari per il passaggio della corsa

L’eventuale inserimento dei Piani di Bobbio nel tracciato del Giro richiederebbe una valutazione approfondita delle condizioni della viabilità, soprattutto negli ultimi chilometri.

Uno dei punti più delicati riguarda il collegamento tra Ceresola e il comprensorio sciistico, lungo la strada che dal parcheggio nei pressi del Rifugio Trifoglio sale verso gli impianti e le strutture ricettive in quota.

Attualmente il fondo stradale presenta caratteristiche differenti, con porzioni in cemento alternate a tratti di sterrato compatto.

Per consentire il transito in sicurezza dei ciclisti, delle ammiraglie e degli altri veicoli dell’organizzazione sarebbero quindi necessarie verifiche tecniche e possibili lavori di adeguamento.

Ulteriori interventi potrebbero interessare la strada provinciale di collegamento tra Valtorta e Ceresola. Nonostante la presenza dell’asfalto, alcuni tratti risultano sconnessi e richiederebbero opere di manutenzione.

La percorribilità dell’ultima ascesa costituirebbe dunque uno degli aspetti fondamentali da definire in vista dell’eventuale appuntamento del maggio 2027.

Culmine di San Pietro o Passo San Marco, le ipotesi sul tracciato

Se la salita finale appare l’elemento maggiormente delineato dalle indiscrezioni, rimane ancora incerta la configurazione della parte precedente della tappa.

Tra le possibilità considerate figura il passaggio dal Culmine di San Pietro, seguito dalla discesa verso la Val Brembana e dal successivo avvicinamento a Olmo al Brembo.

Questa soluzione viene attualmente indicata come la più probabile e permetterebbe di costruire una frazione montana con diverse difficoltà altimetriche prima dell’ascesa conclusiva.

Un’altra ipotesi riguarda invece il Passo San Marco, valico particolarmente conosciuto dagli appassionati di ciclismo per le sue caratteristiche tecniche e la lunghezza della salita.

Dal versante di Morbegno, il passo presenta circa 27 chilometri di ascesa, una pendenza media del 6,5% e punte del 12%.

Il suo inserimento renderebbe la giornata sensibilmente più impegnativa, aumentando il dislivello complessivo e offrendo maggiori possibilità di attacco anche prima del finale.

Al momento, tuttavia, questa seconda opzione viene considerata meno probabile rispetto al passaggio dal Culmine di San Pietro.

I precedenti del Giro d’Italia sulle strade bergamasche

La provincia di Bergamo ha ospitato numerose volte la corsa rosa, con arrivi che hanno segnato diverse edizioni della manifestazione.

Tra i precedenti più recenti figura il Giro d’Italia 2023, quando lo statunitense Brandon McNulty conquistò la vittoria sul traguardo del Sentierone, nel centro cittadino.

Nel 2017, anno dell’edizione del Centenario, il successo nella tappa bergamasca andò al lussemburghese Bob Jungels, mentre nel 2009 a imporsi fu Konstantin Siutsou.

Un altro episodio significativo risale al 2011, quando la corsa raggiunse San Pellegrino Terme e la vittoria di giornata venne conquistata da Eros Capecchi.

Anche il Passo San Marco ha un posto nella storia recente della competizione. Nel 2007 fu inserito in una frazione particolarmente impegnativa, conclusa a Bergamo con il successo di Stefano Garzelli.

L’eventuale tappa del 2027 presenterebbe però caratteristiche differenti rispetto agli arrivi cittadini del passato, concentrando l’attenzione sulle salite della Val Brembana e sui collegamenti montani con la Valsassina.

Piani di Bobbio, un traguardo lecchese con un lungo finale bergamasco

La particolarità dell’ipotesi riguarda anche la posizione geografica del traguardo.

I Piani di Bobbio appartengono infatti al territorio di Barzio, in provincia di Lecco, ma l’avvicinamento previsto interesserebbe soprattutto la rete stradale bergamasca.

Soltanto la parte terminale dell’ascesa, per circa due chilometri, si svilupperebbe fuori dai confini provinciali di Bergamo.

L’eventuale passaggio della corsa coinvolgerebbe quindi direttamente Olmo al Brembo, Cassiglio e Valtorta, oltre alle altre località che potrebbero essere inserite nel percorso completo.

Per i territori attraversati, una tappa del Giro d’Italia comporterebbe una significativa esposizione mediatica, grazie alla copertura televisiva e all’interesse internazionale che accompagna ogni edizione della manifestazione.

La possibile presenza della corsa rosa offrirebbe inoltre una vetrina alle località montane, ai collegamenti tra le vallate e al comprensorio turistico dei Piani di Bobbio.

Restano da definire il punto di partenza, l’effettiva successione delle salite, gli interventi sulla viabilità e la collocazione definitiva dell’arrivo. Tutti elementi sui quali è attesa maggiore chiarezza con la presentazione ufficiale del Giro d’Italia 2027, prevista a Roma il 3 novembre.

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