Affitti brevi trasformati in case a luci rosse: la denuncia di un host a Bergamo

Un giovane gestore di appartamenti in Malpensata racconta la sua esperienza: “Un problema diffuso, ma difficile da contrastare”

Gli affitti brevi stanno diventando una realtà sempre più diffusa a Bergamo, ma dietro il lato positivo di questa forma di ospitalità emergono anche situazioni preoccupanti e poco conosciute. È il caso denunciato da un giovane host bergamasco, che ha raccontato come alcuni appartamenti vengano utilizzati per attività illecite, tra cui incontri a luci rosse.

Il problema, secondo il gestore, è più diffuso di quanto si possa pensare e, oltre ai danni agli immobili, solleva questioni di natura penale.

Un’anomalia sospetta e l’intervento della polizia

L’host, che gestisce un appartamento nel quartiere Malpensata, ha raccontato di aver notato comportamenti sospetti già un anno fa. Un giovane ospite, sui 25 anni, aveva prenotato l’alloggio, ma nel corso della notte erano stati registrati circa quindici accessi. Il sistema elettronico della porta d’ingresso, che monitora le entrate e le uscite, ha segnalato l’anomalia, facendo pensare inizialmente a un possibile traffico di stupefacenti.

Preoccupato, il gestore ha chiamato la Questura, che ha inviato una pattuglia per verificare la situazione. L’ospite ha ammesso di ricevere persone, ma ha dichiarato di farlo “per diletto”. Senza prove concrete, la polizia non ha potuto prendere provvedimenti, ma ha confermato che casi simili si stanno verificando con una certa frequenza.

Prezzi più bassi, maggiori rischi

Secondo l’host, il fenomeno diventa ancora più evidente nei periodi di bassa stagione, come gennaio, quando il turismo cala e molti proprietari abbassano i prezzi per attirare ospiti. Tuttavia, questa strategia può favorire l’arrivo di persone che sfruttano gli affitti brevi per scopi illeciti.

Danni materiali e responsabilità legali

Oltre al problema morale e di sicurezza, gli host devono affrontare anche danni agli appartamenti. Il gestore ha raccontato di aver vissuto almeno una decina di episodi simili in un anno e mezzo. In alcuni casi, gli ospiti allontanati hanno lasciato danni ingenti, come bagni intasati con salviettine igieniche, rendendo necessario l’intervento di idraulici.

Ma il problema va oltre la manutenzione: gli host sono legalmente responsabili della registrazione degli ospiti presso la Questura, che deve essere informata su chi pernotta negli appartamenti. Tuttavia, in queste situazioni, il sistema di registrazione viene aggirato, lasciando i proprietari con poche possibilità di intervento.

Un fenomeno difficile da contrastare

Gli host e le forze dell’ordine sembrano avere le mani legate di fronte a questo fenomeno. Senza prove concrete di reati, gli interventi sono limitati e la responsabilità ricade sui gestori degli appartamenti. Il problema, che sta emergendo con sempre maggiore frequenza, richiede una regolamentazione più efficace per tutelare sia gli host che la sicurezza delle città.

 

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