La ripartizione iniziale delle quote previste dal Decreto Flussi 2025 ha assegnato alla provincia di Bergamo un numero limitato di ingressi regolari per lavoratori stranieri, suscitando preoccupazione tra gli addetti ai lavori. In base alla nota direttoriale diffusa il 12 febbraio dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, sono stati concessi 153 posti per lavoratori non stagionali e 47 per lavoratori stagionali, per un totale di 200 unità.
Numeri limitati per l’assistenza familiare
Uno degli aspetti più critici della ripartizione riguarda il settore dell’assistenza familiare e socioassistenziale, dove la provincia ha ottenuto soltanto tre ingressi, nonostante l’evidente necessità di personale in un contesto demografico in continua evoluzione. Il Ministero ha precisato che si tratta di una prima distribuzione delle quote, con la possibilità di ulteriori assegnazioni nel corso dell’anno, in base alle richieste presentate agli Sportelli Unici per l’Immigrazione.
A livello regionale, il decreto ha autorizzato 9.458 ingressi per lavoratori non stagionali in Lombardia, di cui solo l’1,6% destinato alla Bergamasca. Anche nel settore dell’assistenza, la discrepanza con altre province è evidente: mentre a Bergamo sono stati concessi solo tre posti, a Brescia ne sono stati assegnati 733, un numero 244 volte superiore.
Flussi e confronti con altre province
Nel settore dei lavoratori stagionali, il Decreto Flussi ha autorizzato 905 ingressi in tutta la Lombardia, di cui 47 per Bergamo, pari al 5,2% del totale. In questo caso, alcune province della pianura lombarda hanno ricevuto quote più alte, vista la forte domanda nel comparto agricolo. Complessivamente, considerando sia lavoratori stagionali che non stagionali, il numero di ingressi per l’intera Lombardia ammonta a 10.363, mentre a Bergamo ne sono stati destinati solo 200, pari all’1,9% del totale regionale.
Alcune categorie di ingresso potrebbero compensare, almeno in parte, la carenza di lavoratori nell’assistenza. La ripartizione prevede 61 posti riservati a donne lavoratrici e 67 ingressi legati all’accordo bilaterale con l’India, che include anche la formazione di operatori sanitari. Tuttavia, questi numeri restano inferiori rispetto alle reali esigenze del territorio.
Critiche e richieste di revisione dei criteri
Gli esponenti del settore esprimono preoccupazione per la ripartizione, ritenendo il sistema attuale farraginoso e inefficace nel rispondere alle reali esigenze del mercato del lavoro locale. Le procedure vengono descritte come complesse e lente, spesso così prolungate da risultare inutili per i datori di lavoro, che nel frattempo potrebbero non avere più necessità di personale, ad esempio per il trasferimento in RSA di un assistito o per un cambiamento nelle esigenze aziendali.
Le difficoltà legate ai Decreti Flussi emergono anche dal caso di lavoratori che, dopo aver ottenuto nulla osta e visto d’ingresso nel 2024, si sono visti negare il permesso di soggiorno una volta arrivati in Italia a causa dell’irreperibilità del datore di lavoro.
Dai rappresentanti di settore emerge la necessità di un riequilibrio nella seconda fase di ripartizione delle quote, per garantire una distribuzione più equa e coerente con la domanda di manodopera del territorio. Nel 2025, il piano nazionale prevede 10mila posti extra, e l’auspicio è che la prossima assegnazione tenga conto delle effettive necessità della Bergamasca.
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