Vaccinazioni in calo, allarme in Italia: “Colpa della disinformazione”

Secondo i dati del Ministero della Salute, nel 2023 la copertura vaccinale in Italia è in calo. Crescono i casi di morbillo

campagna vaccinazioni

I dati diffusi dal Ministero della Salute relativi al 2023 evidenziano una riduzione delle adesioni alle vaccinazioni obbligatorie. La copertura del vaccino esavalente (che protegge da poliomielite, difterite, tetano, pertosse, epatite B ed emofilo dell’influenza) è scesa al 94,7%, con un calo dello 0,39% rispetto all’anno precedente. In controtendenza il vaccino quadrivalente (morbillo, parotite, rosolia, varicella), che registra un leggero aumento dello 0,24%, arrivando al 94,6%.

Le regioni con i cali più significativi

Alcune regioni registrano un calo preoccupante della copertura vaccinale. In Puglia, la riduzione è del 2,8% per l’esavalente e dell’1,4% per il quadrivalente. Segue la Calabria (-2,7% e -0,5%) e le Marche (-2,2% e -1,5%). La Sicilia si colloca tra le regioni con i dati peggiori, con un 89,4% di copertura per l’esavalente e il 90,7% per il quadrivalente, superata solo dalla provincia autonoma di Bolzano, che però mostra un inatteso trend positivo (+6,3% e +5,2%). Tra le eccezioni spicca la Campania, che dal 2017 mantiene una copertura superiore al 95%, e il Friuli Venezia Giulia, che segna un incremento del 4,4% per l’esavalente e del 3,2% per il quadrivalente, superando la soglia di sicurezza.

Crescono i casi di morbillo

La diminuzione della copertura vaccinale sta già avendo effetti concreti. I casi di morbillo in Italia sono aumentati drasticamente, passando da 44 nel 2023 a 1.045 nel 2024. Un’impennata attribuita sia alla fine delle restrizioni legate al Covid-19, sia al calo delle vaccinazioni in alcune regioni.

Marinoni: “Effetto delle fake news”

Il dottor Guido Marinoni, presidente dell’Ordine dei Medici di Bergamo, attribuisce questa tendenza alla disinformazione:
“Il calo delle vaccinazioni è l’effetto delle fake news diffuse nel tempo. Chi prende decisioni in ambito sanitario dovrebbe basarsi su dati ed evidenze scientifiche, senza cedere a opinioni prive di fondamento. Inoltre, è essenziale evitare messaggi ambigui, che possono generare confusione tra i cittadini”.

Marinoni sottolinea il ruolo delle istituzioni e dei media nel contrastare la disinformazione, evidenziando che in Lombardia esiste una rete solida di informazione sanitaria, ma che senza un controllo rigoroso delle notizie si rischia la diffusione di interpretazioni errate e potenzialmente pericolose.

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