La Corte di Cassazione ha reso definitiva la condanna a 14 anni per Vittorio Belotti, 52 anni, riconosciuto colpevole di omicidio volontario aggravato dai futili motivi per la morte di Walter Monguzzi, agente di commercio 55enne, travolto e ucciso dopo una lite stradale il 30 ottobre 2022 a Montello, in provincia di Bergamo.
Anche i giudici della Suprema Corte hanno confermato le sentenze pronunciate nei primi due gradi di giudizio, accogliendo le valutazioni della Corte d’assise di Bergamo e della Corte d’Appello di Brescia. La ricostruzione dei fatti, supportata da numerose testimonianze, è rimasta inalterata in ogni fase del procedimento.
La vicenda risale a una domenica mattina di fine ottobre, quando Belotti, a bordo della sua Fiat Panda, era fermo al semaforo di via Papa Giovanni XXIII a Montello. Monguzzi, in sella alla sua moto BMW, si avvicinò all’auto per evitare un’altra vettura. Infastidito, Belotti fece avanzare l’auto sfiorando il piede del motociclista, che reagì inveendo contro l’automobilista.
La situazione degenerò rapidamente: una volta ripartiti, Monguzzi si affiancò alla Panda e Belotti, secondo le testimonianze, stese tre volte il volante verso la moto, fino a far perdere l’equilibrio al centauro. Quest’ultimo cadde sull’asfalto e fu travolto da una Bmw proveniente dalla corsia opposta, che nulla poté per evitare l’impatto. I soccorritori intervenuti non riuscirono a salvare la vita del 55enne.
Dopo l’incidente, Belotti non si fermò e tornò a casa. Tuttavia, due motociclisti che avevano assistito alla scena lo seguirono, annotarono la targa e fornirono il filmato alle forze dell’ordine. I carabinieri riuscirono così a identificarlo e ad arrestarlo poco dopo.
Il magazziniere fu inizialmente condotto in carcere, poi sottoposto agli arresti domiciliari, misura ancora in vigore fino all’esecuzione della condanna definitiva. Ora, con la sentenza passata in giudicato, Belotti tornerà in carcere, nella casa circondariale di via Gleno a Bergamo, per scontare la pena.
La conferma della Cassazione chiude un caso che ha scosso l’opinione pubblica per la sua gravità e per l’assurdità della dinamica, nata da una banale lite al semaforo e sfociata in un gesto estremo e fatale.
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