Tasse locali cresciute del 105% in 11 anni: a pagare sono sempre gli stessi

In Bergamasca gettito aumentato esponenzialmente dal 2000 al 2023, ma il peso resta su dipendenti e pensionati: la Cisl chiede un riequilibrio fiscale

tasse

Addizionali comunali e regionali: un aumento che non conosce sosta

In provincia di Bergamo, dal 2000 al 2023, le entrate fiscali provenienti dalle addizionali comunali sono passate da 10,4 milioni di euro a 133,3 milioni, segnando un aumento del 1.185%. Nello stesso periodo, anche le addizionali regionali hanno registrato un incremento del 172,6%, passando da 105,9 milioni a 288,6 milioni di euro. Questi dati emergono da un’analisi del Dipartimento Welfare della Cisl Bergamo sui dati forniti dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Un +105% solo negli ultimi 11 anni

Limitando l’osservazione al periodo 2012-2023, l’incremento delle imposte locali è comunque significativo: +105%. Si tratta di un ritmo sostenuto, che trova spiegazione nell’aumento delle aliquote, nella crescita del numero di Comuni che applicano addizionali e nella progressiva espansione della platea dei contribuenti, dovuta anche all’aumento dei redditi medi.

Il carico resta su lavoratori dipendenti e pensionati

Nonostante questi numeri, la crescita del gettito fiscale non è accompagnata da una distribuzione equa del carico. A denunciare la situazione è il segretario generale della Cisl Bergamo, Giovanni Murabito, che sottolinea: «Il carico fiscale è sostenuto in modo quasi esclusivo da lavoratori dipendenti e pensionati. È un sistema squilibrato che va urgentemente ricalibrato».
Secondo Murabito, è necessario un intervento strutturale che tenga conto del peso crescente che grava su una sola parte della popolazione, mentre altre categorie restano di fatto escluse o marginalmente toccate dal prelievo fiscale locale.

Il ruolo degli enti locali: una leva utile, ma da riformare

Le addizionali Irpef comunali e regionali rappresentano una leva essenziale per i Comuni e le Regioni per finanziare servizi pubblici, assistenza e interventi infrastrutturali. Tuttavia, osserva la Cisl, l’uso crescente di questo strumento ha finito per pesare sempre sugli stessi contribuenti, generando un sistema regressivo che penalizza chi ha redditi fissi e tracciabili.
Murabito ribadisce: «Serve un patto fiscale nuovo, in cui il contributo sia equamente distribuito, e non concentrato su chi non può eludere».

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